Documenti per la dichiarazione di successione: la lista completa — 2026
L'elenco completo dei documenti per la dichiarazione di successione: certificati, visure catastali, estratti conto, atto notorio, testamento.
Quali documenti servono per la dichiarazione di successione?
Per la dichiarazione di successione servono documenti di cinque categorie. La maggior parte si recupera gratuitamente o online. La dichiarazione precompilata dell'Agenzia delle Entrate, attiva dal 16 luglio 2025, ha già pronti immobili e dati anagrafici; conti, polizze e debiti restano da richiedere.
- Anagrafici: certificato di morte, stato di famiglia storico, codici fiscali del defunto e degli eredi, atto notorio o autocertificazione che identifica gli eredi.
- Immobili: visure catastali aggiornate alla data del decesso, planimetrie, rogiti notarili o atti di donazione.
- Finanziari: estratti conto bancari e postali alla data del decesso, polizze vita, fondi pensione, depositi titoli.
- Debiti del defunto: mutui residui, debiti documentati, spese mediche degli ultimi 6 mesi, spese funerarie fino a €1.500 per erede.
- Casi speciali: testamento pubblicato, beneficio d'inventario, rinuncia all'eredità, beni all'estero per il quadro RW.
Sotto €100.000 di patrimonio, per coniuge e figli senza immobili, la dichiarazione non è dovuta.
(Fonte: D.Lgs. 346/1990 artt. 28-30 + Provv. AdE 153452/2025)Le cinque categorie di documenti
Per la dichiarazione di successione servono documenti di cinque categorie: anagrafici, sugli immobili, finanziari, debiti del defunto, casi speciali. Sapere a quale categoria appartiene un documento aiuta a capire dove richiederlo, se è gratuito, e se esiste un'alternativa più rapida.
- Documenti anagrafici: identificano il defunto e gli eredi.
- Documenti degli immobili: descrivono il patrimonio immobiliare per il calcolo delle imposte ipotecaria e catastale.
- Documenti finanziari: coprono conti, titoli, polizze e fondi del defunto al giorno del decesso.
- Debiti del defunto deducibili: riducono l'imponibile su cui si calcola l'imposta di successione.
- Casi speciali: intervengono solo in presenza di testamento, beneficio d'inventario, rinuncia all'eredità o beni all'estero.
Una parte di questi documenti è ora pre-popolata nella dichiarazione precompilata web dell'Agenzia delle Entrate, attiva dal 16 luglio 2025. Visure catastali, planimetrie e dati anagrafici di base sono già caricati per chi accede con SPID, CIE o CNS. I dettagli su cosa contiene davvero la precompilata sono nella guida dedicata. Per il quadro generale dell'atto fiscale e degli obblighi di chi presenta vedi la guida alla dichiarazione di successione. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 28)
I documenti anagrafici: certificati e atto notorio
I documenti anagrafici sono certificato di morte, stato di famiglia storico alla data del decesso, codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi, atto notorio o autocertificazione equivalente. Sono il primo blocco da raccogliere perché tutto il resto si appoggia su questi.
Il certificato di morte si richiede al Comune del decesso. È gratuito su carta libera per uso successorio. Molti Comuni lo rilasciano anche online tramite ANPR (l'anagrafe digitale nazionale) o portale comunale. La versione più formale è l'estratto integrale dell'atto di morte, utile quando banche e assicurazioni richiedono la trascrizione completa.
Lo stato di famiglia storico alla data del decesso ricostruisce conviventi e situazione familiare al momento della morte. Serve a verificare il diritto di abitazione del coniuge superstite e a identificare gli eredi conviventi. Si richiede al Comune di residenza del defunto ed è in larga parte sostituibile con un'autocertificazione.
I codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi completano il blocco anagrafico. In caso di smarrimento si recuperano dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate.
L'atto notorio o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è il documento centrale: identifica chi sono gli eredi del defunto. L'atto notorio si redige dal notaio o in cancelleria del tribunale, con costi che variano da 50 a 200 euro. La dichiarazione sostitutiva è un'autocertificazione gratuita su modello comunale (ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000), accettata dall'Agenzia delle Entrate per la dichiarazione di successione. Banche e assicurazioni richiedono spesso l'atto notorio come prassi interna anche dove la legge ammette la sostitutiva. Le due forme, i casi in cui sceglierne una, e i costi reali sono nella guida dedicata all'atto notorio per la successione.
I documenti degli immobili: visure, planimetrie, atti di provenienza
Per ogni immobile servono visura catastale aggiornata alla data del decesso, planimetria catastale e atto di provenienza (rogito notarile o atto di donazione). Dal 2025 una parte è pre-popolata in precompilata, ma i casi non standard restano da gestire manualmente.
Le visure catastali aggiornate alla data del decesso (cioè i documenti del Catasto che descrivono ogni immobile, la sua rendita e i proprietari) sono il punto di partenza per la valutazione degli immobili. Si scaricano gratuitamente dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate per gli eredi accreditati con SPID. Il Provvedimento AdE 153452/2025 ha integrato le visure dentro la dichiarazione precompilata web. (Fonte: Provvedimento AdE 153452/2025 · aggiornato al 10/04/2025)
Le planimetrie catastali completano la documentazione tecnica e si scaricano dallo stesso canale. Servono anche per la voltura catastale automatica successiva alla dichiarazione, descritta nella guida sulla voltura catastale dopo la successione.
Gli atti di provenienza degli immobili sono i rogiti notarili, le dichiarazioni di successione precedenti, gli atti di donazione. Tracciano come il bene è arrivato al defunto. Si recuperano presso il notaio rogante, in cancelleria del tribunale o in Conservatoria dei Registri Immobiliari (l'archivio pubblico degli atti immobiliari). Possono richiedere copia conforme a pagamento, con costi tra 20 e 80 euro per atto.
Per gli immobili in regime tavolare (Trento, Bolzano, alcune zone del Friuli) servono le visure del libro fondiario al posto delle visure catastali ordinarie. Per i terreni agricoli con coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale serve anche la documentazione che prova il regime agevolato.
I documenti finanziari: estratti conto, polizze, fondi pensione
Per la parte finanziaria servono estratti conto bancari e postali al giorno del decesso, polizze vita, fondi pensione e depositi titoli. È la parte che richiede più tempo: ogni rapporto va richiesto formalmente all'istituto e i tempi di risposta variano da 15 a 60 giorni.
Gli estratti conto bancari e postali alla data del decesso si richiedono formalmente alla banca e a Poste Italiane allegando il certificato di morte. La banca rilascia anche il saldo dei depositi titoli e dei fondi gestiti. Per ogni rapporto serve il saldo puntuale al giorno della morte: non vale l'estratto del mese, serve la fotografia esatta di quel giorno.
Le polizze vita caso-morte richiedono copia del contratto e dell'ultima quietanza di pagamento. Le polizze con beneficiario designato non rientrano nell'imposta di successione perché il capitale passa direttamente al beneficiario, ma la documentazione resta utile per gli eredi. Il dettaglio fiscale per ciascun tipo di polizza è nella guida sulle polizze vita nella successione.
I fondi pensione, il TFR e i titoli amministrati da intermediari vanno richiesti al fondo, al datore di lavoro o all'intermediario finanziario. I fondi pensione complementari di solito hanno regole proprie sul beneficiario, descritte nella guida sui fondi pensione nella successione.
Per la cassetta di sicurezza è previsto un verbale di apertura. Lo redige un funzionario dell'Agenzia delle Entrate o un notaio, alla presenza dei chiamati all'eredità (gli eredi prima dell'accettazione formale). Procedura, tempi e costi sono nella guida sulla cassetta di sicurezza in successione.
Se non si sa dove il defunto teneva i soldi, esiste l'estratto dei rapporti finanziari dell'Agenzia delle Entrate (ARF). Restituisce un elenco completo di tutti i conti, depositi e rapporti finanziari intestati al defunto presso ogni istituto italiano. Si richiede online dall'area riservata AdE con SPID.
I debiti del defunto deducibili: mutui, spese mediche, spese funerarie
Si possono dedurre dall'attivo i debiti del defunto documentati alla data della morte, le spese mediche degli ultimi 6 mesi di vita e le spese funerarie fino a €1.500 per erede. Dimenticare questi documenti significa pagare imposte su un patrimonio maggiore di quello reale.
I debiti documentati del defunto comprendono mutui residui, finanziamenti in corso, fidi di conto, debiti fiscali, bollette insolute, fatture non pagate. Servono prove scritte. Per il mutuo: contratto + certificato della banca con il debito residuo al giorno del decesso. Per il fido aperto: estratto conto che lo mostra. Per le fatture non pagate: documento intestato al defunto. I debiti dichiarati a voce ma non documentati non si possono dedurre, per quanto reali.
Le spese mediche degli ultimi 6 mesi di vita del defunto si deducono integralmente. Servono fatture intestate al defunto o ai suoi familiari + certificazione medica della malattia. Sono tipicamente le voci più alte negli ultimi mesi: ricoveri, terapie oncologiche, assistenza domiciliare, badanti.
Le spese funerarie sono deducibili fino a €1.500 per ciascun erede, con la fattura dell'impresa di pompe funebri. Una regola pratica: prima di firmare la dichiarazione, chiedere alla banca del defunto un riepilogo completo di tutte le posizioni attive e passive. Comprende carte di credito, fidi di conto, mutui chirografari e mutui ipotecari. L'impatto sull'imposta di successione, con esempi numerici per categoria, è nella guida a quanto costa una successione. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 artt. 20-24)
I casi speciali: testamento, beneficio d'inventario, rinuncia, beni all'estero
I casi speciali sono il testamento pubblicato, il beneficio d'inventario, la rinuncia all'eredità e i beni all'estero. Ognuno richiede documenti propri rispetto alle quattro categorie standard.
In presenza di testamento olografo o pubblico serve la copia con verbale di pubblicazione del notaio. Il testamento olografo (scritto a mano dal defunto) e il testamento segreto (consegnato chiuso al notaio in vita) vengono pubblicati dal notaio dopo il decesso. La pubblicazione segue la tariffa notarile. Il testamento pubblico (redatto direttamente dal notaio in vita) è già in atto pubblico e non richiede pubblicazione.
Per il beneficio d'inventario servono la copia della dichiarazione di accettazione e del verbale di inventario. È la procedura che permette di accettare l'eredità senza rispondere dei debiti del defunto con il proprio patrimonio personale, dettagliata nella guida sull'accettazione con beneficio d'inventario.
Per la rinuncia all'eredità serve la copia dell'atto ricevuto da notaio o cancelliere del tribunale. Chi ha rinunciato non è più obbligato a presentare la dichiarazione, a condizione che la rinuncia sia stata comunicata agli altri eredi prima dei 12 mesi. La procedura, i costi e i tempi sono nella guida sulla rinuncia all'eredità.
I beni all'estero richiedono la documentazione bancaria e immobiliare estera per la compilazione del Quadro RW (la sezione del modello dei redditi dedicata ai beni all'estero). Servono saldi bancari al giorno del decesso degli istituti esteri, atti di provenienza degli immobili stranieri, eventuali contratti di trust. Il regime fiscale dei beni esteri ereditati, con IVIE e IVAFE, è nella guida sul Quadro RW per beni esteri ereditati.
Il passo successivo: la timeline dei 12 mesi
Una volta raccolti i documenti il passo successivo è incastrarli nella timeline dei 12 mesi della dichiarazione. Le scadenze intermedie sono 90 giorni per il pagamento autoliquidato, 30 giorni per la voltura, 3 mesi per l'inventario nei casi che lo richiedono. La sequenza completa è nella guida alle scadenze della dichiarazione di successione.
Le domande che ci fanno più spesso
Fonti
- D.Lgs. 346/1990 art. 28 — soggetti obbligati e modalità telematica(1990-10-31)
- D.Lgs. 346/1990 artt. 20-24 — passività deducibili (debiti, spese mediche, spese funerarie)(1990-10-31)
- DPR 445/2000 art. 47 — dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà(2000-12-28)
- Provvedimento AdE 153452/2025 — modello aggiornato e dichiarazione precompilata(2025-04-10)