Dichiarazione di successione: la guida al documento fiscale — 2026
La dichiarazione di successione spiegata: cos'è, chi è obbligato, scadenza 12 mesi, quali documenti servono, come si presenta, autoliquidazione e sanzioni.
Cos'è la dichiarazione di successione e come si presenta?
La dichiarazione di successione è l'atto fiscale con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate il patrimonio del defunto. Serve a calcolare l'imposta di successione e le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili.
Le regole essenziali del documento:
- Termine: entro 12 mesi dalla data della morte.
- Pagamento: l'erede calcola e versa le imposte da solo entro 90 giorni dalla presentazione (la legge la chiama *autoliquidazione*, in vigore dal 1° gennaio 2025).
- Canale: solo telematico, dal portale SisterWeb dell'Agenzia delle Entrate.
- Esonero: solo se l'eredità va al coniuge o ai parenti in linea retta, l'attivo non supera €100.000 e non ci sono immobili.
La dichiarazione vale anche come accettazione tacita dell'eredità: chi pensa di rinunciare la firma solo dopo la decisione formale.
(Fonte: D.Lgs. 346/1990 artt. 28-31 + D.Lgs. 139/2024 + Circolare AdE 3/E del 16/04/2025)Cos'è la dichiarazione di successione e a cosa serve
La dichiarazione di successione è l'atto fiscale con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate il patrimonio del defunto. Serve a calcolare l'imposta di successione e le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili.
Non è un atto del notaio, non trasferisce la proprietà dei beni, non divide le quote tra gli eredi. È una fotografia fiscale del patrimonio, trasmessa per via telematica.
Una volta trasmessa, la dichiarazione apre la catena di pratiche a valle:
- pagamento delle imposte all'Agenzia,
- voltura catastale degli immobili,
- sblocco dei conti bancari,
- voltura dei veicoli al PRA,
- comunicazione al Comune per IMU e TARI.
Senza la ricevuta telematica che l'Agenzia restituisce, le banche non sbloccano i conti, il Catasto non aggiorna le intestazioni, il PRA non registra il passaggio. È la chiave che apre tutte le porte successive.
Un punto pratico importante: presentare la dichiarazione vale anche come accettazione tacita dell'eredità sul piano civile. (Fonte: Codice civile, art. 476 · aggiornato al 1942-03-16) Tradotto: chi presenta la dichiarazione e paga le imposte è considerato erede a tutti gli effetti, anche senza aver firmato un atto formale di accettazione. Conseguenza: chi sta valutando di rinunciare all'eredità non firma la dichiarazione. Va prima dal notaio o in cancelleria del tribunale e firma la rinuncia. Gli altri chiamati subentrano e provvederanno loro alla dichiarazione.
Per inquadrare la dichiarazione nel più ampio percorso della successione — chi eredita, scadenze civili, banche, casa, costi totali — c'è la guida completa alla successione. Questa guida si concentra sul lato fiscale, che è il fulcro operativo della prima fase dopo il decesso.
Le parole che si confondono: dichiarazione, imposta, accettazione, accertamento
Quattro parole sono usate spesso come sinonimi e non lo sono. Confonderle è il primo motivo di sbagli o di sorprese al momento del pagamento.
| Parola | Cos'è | Quando entra in gioco |
|---|---|---|
| Dichiarazione di successione | Documento fiscale che gli eredi inviano all'Agenzia delle Entrate | Sempre, salvo i due casi di esonero |
| Imposta di successione | Tributo che si paga sull'eredità (4%-6%-8% oltre la franchigia) | Solo oltre la franchigia (€1M coniuge e figli, €100K fratelli, niente franchigia per altri parenti) |
| Accettazione tacita | Comportamenti che valgono come accettazione anche senza firmarla davanti al notaio | Pagare le imposte di successione, vendere un bene del defunto, incassare un suo credito |
| Avviso di accertamento | Lettera ufficiale dell'AdE che chiede il pagamento di imposte non versate, sanzioni e interessi | Quando manca la dichiarazione o ci sono errori |
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Una conseguenza che sfugge spesso: essere esenti dall'imposta non significa essere esenti dalla dichiarazione. Una famiglia che eredita una casa di valore catastale €80.000 paga zero imposta di successione (sotto franchigia), ma deve comunque presentare la dichiarazione e versare ipotecaria e catastale fisse di €200 ciascuna sulla prima casa.
Chi deve presentarla
L'art. 28 del Testo Unico sull'imposta di successione elenca chi è obbligato a presentare la dichiarazione. Sono i chiamati all'eredità (chi può ricevere l'eredità, anche prima di averla formalmente accettata) e altri soggetti che gestiscono la successione per conto degli eredi.
| Chi | Quando deve presentarla |
|---|---|
| Erede (chiamato all'eredità) | Sempre se accetta, anche tacitamente |
| Legatario | Se riceve un bene specifico per testamento (es. il defunto lascia "il quadro a mio nipote") |
| Genitore o tutore | Per minori o incapaci, in nome e per conto loro |
| Esecutore testamentario | Se nominato dal defunto per testamento, cura la successione al posto degli eredi |
| Curatore di eredità giacente | Se nominato dal giudice quando nessuno ha ancora accettato |
| Amministratore di trust testamentario | Se il trust è stato istituito con testamento (caso raro) |
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Quando gli eredi sono più di uno, la dichiarazione è unica: si presenta un solo documento, firmato da almeno uno dei soggetti obbligati. Gli altri non devono presentarla di nuovo. Tutti gli eredi però restano co-obbligati al pagamento delle imposte: l'Agenzia può chiedere il dovuto a ciascuno, non solo a chi ha firmato.
Quando NON si presenta
Dal 1° gennaio 2025 esistono due casi di esonero totale.
- Eredità sotto €100.000 senza immobili. L'eredità va al coniuge o ai parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori), l'attivo non supera €100.000 e non ci sono immobili o diritti reali sugli immobili. Le tre condizioni sono cumulative: basta una quota di garage, un terreno di pochi metri quadri, un parente non in linea retta, e l'obbligo torna. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 28 c.7 come mod. dal D.Lgs. 139/2024 · aggiornato al 2025-01-01)
- Rinuncia formale prima dei 12 mesi. Chi rinuncia davanti al notaio o al cancelliere del tribunale prima della scadenza non è più chiamato e non ha l'obbligo di presentare la dichiarazione (art. 28 c.5).
Quando va presentata: 12 mesi e 90 giorni
Il termine principale è 12 mesi dalla data della morte del defunto. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 31 c.1 · aggiornato al 1990-10-31) Non dal funerale, non dalla prima visita al patronato, non dalla notifica all'Agenzia. Se il decesso è avvenuto il 15 maggio 2026, la dichiarazione va trasmessa entro il 15 maggio 2027. Se quel giorno cade di sabato, domenica o festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Il pagamento delle imposte segue una sua scadenza separata. Dal 1° gennaio 2025 l'erede calcola e versa le imposte da solo (la legge la chiama autoliquidazione) entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione. Significa che se la dichiarazione viene trasmessa al 12° mese, il pagamento scade circa al 15° mese dalla morte.
Esistono decorrenze speciali in casi specifici: per chi accetta con beneficio d'inventario il termine decorre dalla scadenza dell'inventario; per gli esecutori testamentari dalla notifica della nomina; per il curatore dell'eredità giacente dalla presa in carico. Per la timeline completa con tutte le decorrenze, le proroghe possibili e le scadenze concatenate (inventario, voltura catastale, svincolo bancario), c'è la guida alle scadenze della dichiarazione.
Se i 12 mesi sono scaduti, la dichiarazione si può presentare ancora tardivamente con sanzioni ridotte tramite il ravvedimento operoso — la regolarizzazione spontanea che riduce la sanzione tanto più quanto prima ci si muove. Tabella per fascia di ritardo nella sezione "Cosa succede se la dichiarazione è in ritardo" più sotto.
Come si presenta: 4 canali
La dichiarazione si presenta solo per via telematica dal 2017: il modulo cartaceo non esiste più, non c'è modo di portarla allo sportello. Il portale è unico — quello dell'Agenzia delle Entrate, chiamato SisterWeb — ma i percorsi per arrivarci sono quattro, ciascuno con un profilo di costo, tempo e responsabilità diversi.
| Canale | Costo del servizio | Cosa fa per te | Quando ha senso |
|---|---|---|---|
| Fai-da-te su SisterWeb | €0 | Niente: la compilazione è interamente a carico dell'erede, sul portale AdE con SPID, CIE o CNS | Patrimoni semplici, eredi con tempo e dimestichezza fiscale |
| CAF | €300-500 | Dichiarazione + F24 di base | Casi standard senza beni esteri, partecipazioni societarie, conflitti |
| Commercialista | €800-1.500 | Dichiarazione + F24 con casi complessi (RW, partecipazioni, plusvalenze) | Beni esteri, aziende ereditate, situazioni fiscali articolate |
| Notaio | €500-1.500 per atto | Atti pubblici accessori (pubblicazione testamento olografo, rinuncia formale, atto notorio) | Solo se serve un atto pubblico, non per la dichiarazione AdE |
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Le 4 figure non sono intercambiabili. Il CAF prepara la dichiarazione e basta — niente lettere per le banche, niente volture, niente fascicoli per il notaio. Il commercialista copre i casi complessi (beni esteri, partecipazioni, RW). Il notaio serve solo per atti pubblici accessori, non sostituisce la dichiarazione AdE.
Per il dettaglio su scope, costi e quando ha senso scegliere un canale specifico c'è una guida per ognuno: dichiarazione fai da te su SisterWeb, dichiarazione al CAF, dichiarazione dal commercialista, notaio per la successione.
Esiste poi un quinto percorso, ma è una via diversa rispetto alle quattro figure tradizionali. Un servizio professionale come Pratica Successione raccoglie i dati una sola volta e produce l'intero pacchetto: dichiarazione telematica, F24 per il versamento, lettere di svincolo per ogni banca, voltura catastale della casa, istanza di voltura al PRA per i veicoli, fascicoli pronti per il notaio quando servono atti accessori. Le imposte di legge restano a carico dell'erede in ogni caso, identiche, e si pagano direttamente all'Agenzia.
Dal 16 luglio 2025 è attiva anche la dichiarazione precompilata web, una variante di SisterWeb in cui l'Agenzia pre-popola alcuni dati catastali e anagrafici. Non è una dichiarazione "pronta": valori, passività, franchigie e quadro dei rapporti finanziari vanno comunque inseriti e verificati dall'erede. Cosa la precompilata mostra davvero e cosa resta in mano all'erede è nella guida alla dichiarazione precompilata.
I documenti che servono: 5 gruppi
I documenti per compilare la dichiarazione si raggruppano in cinque famiglie. Averli pronti prima di iniziare riduce il tempo di compilazione da giorni a ore.
- Dati anagrafici di defunto ed eredi. Codice fiscale del defunto, atto di morte rilasciato dal Comune, stato di famiglia storico (o autocertificazione), codici fiscali di eredi e legatari, documento d'identità di chi firma.
- Immobili. Visura catastale aggiornata alla data della morte, titolo di provenienza (atto notarile, dichiarazione di successione precedente, donazione), eventuale agevolazione prima casa già goduta dal defunto, mutuo residuo con certificato bancario alla data del decesso.
- Rapporti finanziari. Saldo al giorno del decesso per ogni banca, con timbro o estratto conto ufficiale. Stesso discorso per le poste. Se non si sa dove il defunto teneva i soldi, si può richiedere all'AdE l'estratto dell'anagrafe rapporti finanziari: il registro che restituisce l'elenco completo di conti e depositi presso qualsiasi istituto italiano.
- Debiti e spese deducibili. Si sottraggono al patrimonio per ridurre il valore tassato. Tre voci principali: debiti del defunto documentati alla data della morte, spese mediche degli ultimi 6 mesi di vita, spese funerarie fino a €1.500 per ciascun erede.
- Casi speciali. Testamento (originale se pubblico, copia autentica se olografo già pubblicato), atto di notorietà se richiesto dalle banche, atto di rinuncia se qualcuno ha rinunciato, visura PRA per auto e moto, documentazione per beni all'estero.
Per la lista completa di ogni gruppo, le casistiche edge (eredità giacente, trust testamentario, eredi all'estero) e le fonti dove richiedere ogni documento c'è la guida ai documenti per la dichiarazione.
Quanto costa
Il costo totale di una successione in Italia si scompone in tre blocchi indipendenti:
- Imposte allo Stato. Imposta di successione (4% per coniuge e figli oltre €1M di franchigia, 6% per fratelli oltre €100K, 8% per altri parenti senza franchigia) + ipotecaria 2% e catastale 1% sugli immobili (o €200 fissi ciascuna per la prima casa di almeno uno degli eredi).
- Tributi minori. Bollo, tassa ipotecaria, tributi speciali per la voltura catastale. Sommati: €85-200.
- Onorario di chi prepara la pratica. €0 fai-da-te, €300-500 al CAF, €800-1.500 al commercialista, €500-1.500 per atto dal notaio quando serve. Pratica Successione prepara l'intero pacchetto a €199, rimborso completo entro 14 giorni senza domande.
Per la scomposizione voce-per-voce con tre esempi numerici completi e calcolatore interattivo c'è la guida a quanto costa una successione. Per le tabelle complete di aliquote e franchigie c'è la guida alle aliquote di successione.
Ci pensiamo noi a tutta la pratica di successione.
€199. Dichiarazione, F24, lettere banche, volture, guide, atti per il notaio se servono. Solo le imposte di legge si pagano a parte.
Cosa succede se la dichiarazione è in ritardo
Oltre i 12 mesi la dichiarazione diventa tardiva. La sanzione ordinaria è il 120% dell'imposta dovuta, ridotta al 60% se la dichiarazione arriva entro i primi 30 giorni di ritardo. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 50 · aggiornato al 1990-10-31) Se l'imposta dovuta è zero (perché il patrimonio è sotto franchigia), la sanzione diventa fissa con un minimo di €250.
Il ravvedimento operoso è la regolarizzazione spontanea che riduce la sanzione tanto più quanto prima ci si muove. La condizione è che venga attivato prima che l'AdE notifichi un avviso di accertamento. Una volta arrivata la lettera, le riduzioni del ravvedimento non si applicano più.
| Quando arriva la dichiarazione tardiva | Sanzione ordinaria | Con ravvedimento spontaneo |
|---|---|---|
| Entro 30 giorni di ritardo | 60% (ridotta) | 6% |
| Entro 90 giorni | 120% | 13% |
| Entro 1 anno | 120% | 15% |
| Entro 2 anni | 120% | 17% |
| Oltre 2 anni | 120% | 20% |
| Dopo notifica AdE | 120% pieno + interessi | non più applicabile |
Scorri per vedere tutta la tabella →
Le conseguenze pratiche del ritardo non si limitano alle sanzioni:
- le banche non sbloccano i conti senza la ricevuta della dichiarazione,
- il Catasto non aggiorna le intestazioni degli immobili,
- il PRA non registra il passaggio dei veicoli.
Una novità che oggi NON si applica: il D.Lgs. 173/2024 ha introdotto un nuovo sistema sanzionatorio con aliquote più basse — il passaggio dal 120% al 75% per la dichiarazione tardiva — ma ne ha posticipato l'entrata in vigore al 1° gennaio 2027. (Fonte: D.Lgs. 173/2024 · aggiornato al 2024-11-05) Fino a quella data valgono le sanzioni vecchie. Molti contenuti online sono confusi sul punto e citano il nuovo regime come se fosse già attivo: non lo è, e non lo sarà per tutto il 2026.
Per la tabella completa per fascia di ritardo, il calcolo degli interessi legali pro-rata, l'esempio numerico con i codici tributo F24 e la disambiguazione tra dichiarazione omessa e infedele c'è la guida a sanzioni e ravvedimento.
Gli errori più comuni
Cinque errori portano sopra tutti gli altri a dichiarazioni rifiutate, sanzioni o pratiche bloccate.
- IBAN sbagliato sul modello F24. Se l'IBAN è errato o appartiene a un conto con saldo insufficiente, il pagamento non va a buon fine e i 90 giorni decorrono come se non avessi pagato. Verifica l'IBAN due volte prima di firmare. Rimedio dettagliato nella guida al calcolo e versamento delle imposte.
- Immobili al prezzo di mercato invece che al valore catastale. Nella dichiarazione gli immobili si valutano al valore catastale, spesso molto inferiore al prezzo di mercato. Usare il prezzo reale fa pagare molto più del dovuto. Calcolo passo-passo nella guida al valore catastale dell'immobile.
- Debiti del defunto dimenticati. Mutui residui, fidi aperti, fatture insolute si possono sottrarre al patrimonio per ridurre l'imposta. Senza i documenti che li provano si paga su un patrimonio più alto del reale. Lista completa nella guida ai documenti da raccogliere.
- 12 mesi superati senza ravvedimento. Oltre la scadenza scatta la sanzione del 120%, riducibile drasticamente con il ravvedimento spontaneo prima che l'AdE notifichi un controllo. Chi aspetta la lettera dell'AdE perde la riduzione. Tappe nella guida a sanzioni e ravvedimento.
- Eredi non tutti indicati. Anche se firma uno solo per tutti, ogni erede va elencato con la sua quota. Omettere un erede rende la dichiarazione infedele (cioè con dati incompleti) e apre alla rettifica dell'AdE. Per casi con eredi minorenni, testamento da pubblicare o conflitti tra eredi serve un professionista — vedi dichiarazione al CAF o dichiarazione dal commercialista.
La mappa per situazione
La dichiarazione di successione non è una cosa sola. Sono cinque macro-decisioni con scadenze diverse: quando presentarla, come presentarla, quali documenti raccogliere, quanto pagare, cosa fare se si è in ritardo. Questa è la cornice; le guide qui sotto sono i pezzi di dettaglio. Si parte dalla situazione, non dal glossario.
- Per la timeline completa → scadenze della dichiarazione — 12 mesi, decorrenze speciali, 90 giorni del versamento.
- Per chi vuole farla da solo su SisterWeb → dichiarazione fai da te — walkthrough passo-passo con le 5 condizioni verdi e i 5 segnali di stop.
- Per affidarla a un CAF → dichiarazione al CAF — costi, casi standard, limiti operativi.
- Per situazioni complesse (partecipazioni, beni esteri, quadro RW) → dichiarazione dal commercialista.
- Per atti pubblici accessori (testamento olografo, rinuncia, atto notorio) → notaio per la successione.
- Per i documenti che servono → documenti per la dichiarazione — lista completa per i 5 gruppi.
- Per la dichiarazione precompilata → dichiarazione precompilata — cosa l'Agenzia mostra davvero e cosa resta in mano all'erede.
- Per chi è in ritardo → sanzioni e ravvedimento — tabella per fascia di ritardo + calcolo interessi.
- Per la riforma 2025 → calcolare e versare le imposte — F24, codici tributo, controlli AdE entro 2 anni.
- Per stimare i costi totali → quanto costa una successione — scomposizione voce-per-voce + calcolatore.
- Per capire chi eredita → eredità in Italia — il lato civile (quote, legittima, accettazione, rinuncia).
- Per il calcolo dell'imposta → tasse di successione — aliquote, franchigie, ipo-catastale.
Le domande più frequenti sulla dichiarazione di successione
Ci occupiamo noi di tutto.
Tu firmi dove serve, al resto pensiamo noi.
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Fonti
- D.Lgs. 346/1990 — Testo Unico Imposta Successione (TUS)(1990-10-31)
- D.Lgs. 347/1990 — imposte ipotecaria e catastale(1990-10-31)
- D.Lgs. 139/2024 — riforma autoliquidazione e soglia esonero €100.000(2024-09-18)
- Circolare Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025(2025-04-16)
- D.Lgs. 173/2024 — riforma sanzioni in vigore dal 1° gennaio 2027(2024-11-05)
- D.Lgs. 472/1997 art. 13 — ravvedimento operoso(1997-12-18)
- Codice civile, art. 476 — accettazione tacita(1942-03-16)