Fondo pensione dopo la morte: riscatto extra-successorio — 2026
Il fondo pensione alla morte dell'iscritto va al beneficiario designato fuori dall'eredità. Riscatto, ritenuta 15% → 9% e procedura.
Il fondo pensione alla morte del titolare va agli eredi o ai beneficiari designati?
Il fondo pensione integrativo non rientra nell'eredità. Alla morte dell'iscritto il capitale viene liquidato direttamente al beneficiario designato dall'iscritto stesso, anche se non è erede legittimo. Le strade possibili:
- Beneficiario designato presente: il capitale va a chi è stato indicato dall'iscritto, anche se è un convivente non sposato, un amico o una persona non erede.
- Nessuna designazione: subentrano gli eredi in quote di legge, con firma collegiale di tutti i non rinuncianti.
- Designazione e testamento divergenti: prevale sempre la designazione al fondo, non il testamento.
Sul capitale si applica una ritenuta del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno di iscrizione oltre il quindicesimo, fino al minimo del 9% dopo 35 anni. È sostitutiva di IRPEF e imposta di successione, non va riportata in dichiarazione dei redditi.
I tempi di liquidazione tipici sono 30-60 giorni per i PIP assicurativi, 60-90 giorni per i fondi negoziali di categoria, 60-120 giorni per i fondi aperti assicurativi. Il termine massimo di legge è 180 giorni.
(Fonte: D.Lgs. 252/2005 art. 14)Perché il fondo pensione non entra nell'eredità
Il fondo pensione integrativo del defunto è extra-successorio: non rientra nell'eredità. Non si somma agli altri beni nella dichiarazione di successione e non viene diviso secondo le quote del Codice Civile.
Lo dice una norma dedicata della previdenza complementare. Alla morte dell'iscritto prima del pensionamento, il capitale maturato viene liquidato direttamente al beneficiario designato dall'iscritto stesso. Solo in mancanza di designazione subentrano gli eredi in quote di legge.
(Fonte: D.Lgs. 252/2005 art. 14 c.3 · aggiornato al 2005-12-05)Il meccanismo è lo stesso dell'assicurazione a favore di un terzo, come la polizza vita con beneficiario designato. Chi riceve il capitale lo riceve in forza di un diritto proprio, nato dal contratto con il fondo, non come erede del defunto. La prassi dell'Agenzia delle Entrate è allineata: anche dal punto di vista fiscale le indennità con funzione previdenziale stanno fuori dall'eredità.
La conseguenza pratica per chi riceve è importante. Il beneficiario designato incassa senza atto notorio, senza firma collegiale degli altri eredi e senza pagare imposta di successione sul capitale ricevuto. Paga soltanto la ritenuta dedicata, trattenuta dal fondo all'erogazione. Tutti gli altri sblocchi bancari del defunto seguono invece la procedura ordinaria: vedi le pratiche bancarie post-decesso.
Chi riceve il fondo: come funziona la designazione
La designazione è l'atto con cui l'iscritto al fondo sceglie chi riceverà il capitale in caso di sua morte prima della pensione. Si fa nel modulo di adesione al fondo o con una comunicazione scritta successiva. È revocabile fino all'ultimo giorno e può indicare chiunque: un familiare, un parente, un convivente, un amico, un ente.
Il beneficiario designato può essere diverso dagli eredi legittimi. Un convivente non sposato può ricevere l'intero capitale anche se civilmente non è erede. Un parente non chiamato dalla legge può essere indicato e incassare tutto. La designazione al fondo vive su un binario parallelo a quello dell'eredità.
La designazione prevale anche sul testamento. Anche se il defunto ha nominato per testamento un erede universale diverso, il capitale del fondo va comunque al beneficiario indicato presso il fondo. Il testamento dispone dell'eredità, non del fondo pensione.
| Scenario | Chi riceve | Documenti extra al fondo |
|---|---|---|
| Caso A — Beneficiario designato presente | Il beneficiario, anche se non erede (convivente, parente non chiamato, amico) | Nessun atto notorio; bastano certificato di morte, documento d'identità del beneficiario, IBAN |
| Caso B — Nessuna designazione, con eredi | Gli eredi in quote di legge (o in base al testamento, se c'è) | Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà firmata da tutti gli eredi non rinuncianti |
| Caso C — Nessuna designazione, nessun erede | Devoluzione all'ente previdenziale (INPS o cassa di categoria) | Procedura interna dell'ente, non del fondo |
Scorri per vedere tutta la tabella →
Quando non si sa se il defunto aveva nominato beneficiari, si chiede al fondo la scheda anagrafica dell'aderente con la data del decesso. Il fondo è tenuto a rispondere in base alla Deliberazione COVIP del 28 giugno 2006 sull'anagrafica degli aderenti.
Quando non c'è una designazione
Senza designazione, il capitale va agli eredi legittimi del defunto in quote di legge: la stessa regola che vale per il resto dell'eredità. Subentra prima il coniuge insieme ai figli, poi — solo in loro mancanza — gli altri parenti più stretti.
(Fonte: Codice civile art. 565 · aggiornato al 1942-03-16)Il capitale resta comunque fuori dall'eredità: conserva la sua funzione previdenziale e non confluisce nell'imposta di successione. Lo conferma l'orientamento prevalente in giurisprudenza e nella prassi della COVIP, l'autorità che vigila sui fondi pensione.
Cambia però la procedura operativa. Il fondo chiede:
- Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà — una dichiarazione firmata in Comune o davanti al notaio che attesta chi sono gli eredi.
- Firma collegiale di tutti gli eredi non rinuncianti, nessuno escluso.
- Documenti integrativi richiesti dal regolamento del singolo fondo.
Per questo una richiesta senza designazione richiede più tempo: bisogna ricostruire chi sono gli eredi, ottenere tutte le firme, preparare la dichiarazione. Per il quadro civile generale di chi è erede e in che quote, vedi come si compone l'asse ereditario.
Se il beneficiario designato era già morto prima del defunto, il capitale ricade nel subentro eredi. Vale anche se non era stato nominato un sostituto. Si applica per analogia la regola dell'assicurazione a favore di un terzo.
Come si riscatta il fondo, in 4 passi
I quattro passi seguenti coprono la pratica dal primo contatto con il fondo all'accredito sul conto del beneficiario.
Passo 1 — Identificare il fondo e i beneficiari. Si scrive via PEC al fondo pensione del defunto chiedendo la scheda anagrafica con la data del decesso. Si allegano certificato di morte e documento di chi fa la richiesta. Il fondo comunica se c'erano beneficiari designati e chi sono. Se non si sa quale fondo, conviene partire dal CU o dal 730 dell'ultimo anno del defunto: la previdenza complementare ha una riga dedicata.
Passo 2 — Raccogliere i documenti. Per il beneficiario designato serve poco: certificato di morte, documento d'identità, codice fiscale, IBAN intestato a sé e — se disponibile — copia della designazione. Se si subentra come erede in assenza di designazione, serve la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà firmata da tutti gli eredi non rinuncianti.
Passo 3 — Inviare la richiesta. Il canale preferito è la PEC all'ufficio liquidazioni del fondo. In alternativa: raccomandata A/R, portale online del fondo se abilitato, raramente sportello. La richiesta è una lettera con i dati del defunto, il codice di adesione, la qualifica del richiedente e l'IBAN di accredito. Va indicato che il capitale è fuori dall'eredità per legge.
Passo 4 — Ricevere l'accredito. Il fondo applica la ritenuta dedicata (vedi sotto) e accredita il netto. I tempi reali per pratiche complete sono 30-60 giorni per i PIP assicurativi (Postevita PostaPrevidenza, Cattolica PerLaPensione). Per i fondi negoziali (Cometa, Fon.Te, Previmoda) servono 60-90 giorni, per i fondi aperti assicurativi (Generali Global, Fideuram) 60-120 giorni. Il termine massimo di legge è 180 giorni.
I PIP assicurativi sono spesso più rapidi perché contrattualmente vincolati al regime delle polizze vita. PostaPrevidenza Valore prevede 30 giorni statutari dalla ricezione completa (art. 16 Condizioni Generali di Contratto), Cattolica PerLaPensione 60 giorni dal regolamento. I fondi negoziali con service amministrativo esterno (es. Cometa via Previnet) lavorano con cicli mensili di disinvestimento che aggiungono qualche settimana.
Non ci sono termini stretti per presentare la richiesta dal lato del beneficiario. Il diritto al riscatto nasce in forza del contratto e non si prescrive in pochi mesi. Ogni fondo può però prevedere termini propri di decadenza nel proprio regolamento, di solito 1-3 anni dalla conoscenza del decesso. Per le polizze e i PIP assicurativi la prescrizione è di 10 anni dalla data del decesso. Conviene chiedere sempre una copia del regolamento prima di presentare la richiesta.
Quanto si paga di tasse sul riscatto
Sul capitale liquidato si applica una ritenuta del 15%. È una ritenuta "a titolo d'imposta": viene trattenuta dal fondo all'atto dell'erogazione ed esaurisce ogni tassazione su quel capitale. È sostitutiva sia di IRPEF sia di imposta di successione.
(Fonte: D.Lgs. 252/2005 art. 14 c.4 · aggiornato al 2005-12-05)L'aliquota si riduce di 0,30 punti per ogni anno di iscrizione oltre il quindicesimo, fino al minimo del 9% dopo 35 anni. Più a lungo il defunto era iscritto al fondo, meno paga il beneficiario.
| Anni di iscrizione del defunto | Riduzione | Aliquota ritenuta |
|---|---|---|
| Fino a 15 anni | nessuna | 15,00% |
| 16 anni | -0,30% | 14,70% |
| 20 anni | -1,50% | 13,50% |
| 25 anni | -3,00% | 12,00% |
| 30 anni | -4,50% | 10,50% |
| 35 anni e oltre | -6,00% (cap al minimo) | 9,00% |
Scorri per vedere tutta la tabella →
La base imponibile è il capitale al netto dei rendimenti già tassati e degli eventuali contributi non dedotti. Il calcolo preciso lo fa il fondo. Il beneficiario riceve il netto e basta: la ritenuta non va riportata in dichiarazione dei redditi.
Esempio. Capitale imponibile €80.000 su un fondo a cui il defunto era iscritto da 22 anni. Riduzione: 7 anni × 0,30% = 2,10%. Aliquota applicata: 15% − 2,10% = 12,90%. Ritenuta trattenuta dal fondo: €80.000 × 12,90% = €10.320. Netto al beneficiario: €69.680.
Il capitale del fondo non entra nel calcolo dell'imposta di successione sugli altri beni. Per la tassazione degli altri beni dell'eredità vedi le franchigie per grado di parentela e le aliquote dell'imposta di successione.
Quando la situazione è particolare
Il TFR conferito al fondo pensione
Se il defunto aveva versato il suo TFR al fondo (per scelta o in automatico), il TFR fa parte del capitale del fondo. Non si divide tra "quota fondo fuori eredità" e "quota TFR dentro eredità". Tutto segue la disciplina della previdenza complementare ed esce dall'eredità per il beneficiario designato. Una volta versato al fondo, il TFR diventa contribuzione previdenziale, non più credito di lavoro.
Se il defunto era già in pensione integrativa
Quando il defunto stava già ricevendo la rendita integrativa dal fondo, cambia tutto. Se la rendita era reversibile, il fondo prosegue l'erogazione al reversionario indicato in contratto, di solito il coniuge. Basta comunicare il decesso, nessun riscatto. Se era non reversibile, con la morte cessa; eventuali garanzie aggiuntive (come una rendita certa di 10 anni) liquidano il residuo ai beneficiari designati.
Più fondi pensione dello stesso defunto
Un defunto può avere più posizioni: un fondo chiuso di categoria, un fondo aperto bancario, un PIP individuale presso una compagnia assicurativa. La designazione può essere diversa per ciascuno. Si presenta una richiesta separata per ogni fondo, con il beneficiario giusto e la PEC giusta.
Fondo pensione estero
Se il fondo è gestito all'estero (un 401(k) americano, una pensione UK, fondi di altri Paesi), la disciplina italiana descritta qui non si applica. Vale la legge del Paese dove è gestito il fondo. Per il beneficiario residente in Italia c'è anche l'obbligo di dichiarazione del fondo nel Quadro RW del Modello Redditi: vedi i beni esteri in successione. In questi casi conviene farsi assistere da un commercialista specializzato in fiscalità internazionale.
Beneficiario minore o sotto tutela
Se il beneficiario designato è minore o è sotto tutela giudiziaria, firma per lui il rappresentante legale (genitore, tutore o amministratore di sostegno). Per importi rilevanti — soglia tipica €25.000, ma dipende dal regolamento del singolo fondo — può servire l'autorizzazione del giudice tutelare prima dell'accredito.
Le domande che ci fanno più spesso
Il fondo pensione lo incassa direttamente il beneficiario.
Il riscatto del fondo lo chiede il beneficiario designato al gestore, su un binario parallelo a quello dell'eredità. Quello che facciamo noi è il resto della pratica — dichiarazione di successione, F24, lettere per le banche, volture al catasto e al PRA, fascicoli per il notaio se servono. Prezzo unico €199. Le imposte di legge si pagano a parte e te le diciamo in anticipo. Rimborso entro 14 giorni senza domande.
Fonti
- D.Lgs. 252/2005 art. 14 c.3 — previdenza complementare extra-successoria(2005-12-05)
- D.Lgs. 252/2005 art. 14 c.4 — ritenuta dedicata 15% → 9%(2005-12-05)
- D.Lgs. 252/2005 art. 11 c.6 — ritenuta applicata all'erogazione(2005-12-05)
- D.Lgs. 123/2025 art. 99 lett. c — beni esclusi dall'attivo ereditario (già art. 12 c.1 lett. c D.Lgs. 346/1990)(2025-08-12)
- Codice civile art. 565 — categorie dei successibili(1942-03-16)
- Codice civile art. 1920 — assicurazione a favore di terzo (analogia)(1942-03-16)