Guida completa alla successione — 2026
Cosa fare dopo un decesso, chi eredita, dichiarazione AdE in 12 mesi, costi, scadenze. Una guida pratica in 11 capitoli, dai primi giorni alla pratica chiusa.
Cosa devo fare per la successione dopo un decesso?
- Entro 12 mesi dalla data della morte presenti online la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate, dal portale SisterWeb. È un documento fiscale che comunica cosa lasciava il defunto (casa, conti, eventuali debiti).
- Entro 90 giorni dalla dichiarazione paghi le tasse calcolate da te in autoliquidazione (in vigore dal 1° gennaio 2025). Per coniuge e figli con prima casa sono tipicamente di poche centinaia di euro.
- Con la ricevuta della dichiarazione puoi sbloccare i conti in banca, far intestare la casa al tuo nome al Catasto (automatico via voltura telematica) e regolarizzare i veicoli al PRA.
- La parte civilistica — accettazione formale dell'eredità, divisione dei beni tra fratelli, eventuali atti dal notaio — può aspettare fino a 10 anni.
Cos'è la successione
La successione è il passaggio dei beni e dei debiti del defunto a chi per legge ne ha diritto. Si apre il giorno stesso della morte, nell'ultimo domicilio del defunto, indipendentemente da dove la persona è morta materialmente (Fonte: Codice civile, art. 456 · aggiornato al 1942-03-16).
I protagonisti sono tre. Il defunto, ovviamente. Gli eredi, che ricevono tutto il patrimonio o una sua quota: prendono i beni ma anche i debiti. I legatari, che ricevono un bene specifico (un appartamento, un'auto, una somma) senza essere eredi del resto.
Da qui in poi corrono due orologi in parallelo, ed è importante non confonderli.
Il primo è l'orologio civilistico, e dura 10 anni. La famiglia ha dieci anni per decidere chi accetta l'eredità e con quale formula (pura, tacita, o con beneficio d'inventario), per dividere i beni tra fratelli, per fare atti notarili di divisione. Tutta la parte "chi prende cosa" può aspettare.
Il secondo è l'orologio fiscale, e dura 12 mesi. Entro un anno dalla morte va presentata la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate. È un adempimento puramente fiscale: comunica cosa ha lasciato il defunto, e dal 2025 le imposte le calcola e versa l'erede in autoliquidazione. Senza la dichiarazione le banche non sbloccano i conti, il Catasto non volta gli immobili, il PRA non registra il passaggio dei veicoli.
Capire questa distinzione toglie subito l'ansia di "dover fare tutto subito". Bisogna muoversi per il fiscale — 12 mesi sembrano tanti ma volano. Per il civilistico c'è tempo, anche anni.
Da che punto sei?
Quello che devi fare cambia in base a quanto è passato dalla morte. Nei primi giorni servono certificati e comunicazioni urgenti; nelle prime settimane si raccolgono i documenti per capire chi eredita e cosa c'è nel patrimonio; intorno al sesto-ottavo mese si prepara la dichiarazione; dopo arrivano svincoli e volture.
Se non sai da dove iniziare, lo strumento qui sotto chiede 4 cose (quando è successo, chi resta in famiglia, se c'è un testamento, se ci sono immobili) e dice esattamente cosa fare oggi e cosa rimandare.
→ Apri lo strumento "Cosa fare dopo un decesso"
I primi giorni: funerale, denuncia, certificati
Nei primi 3-7 giorni servono 3 cose: organizzare il funerale, presentare la dichiarazione di morte all'ufficio di stato civile entro 24 ore, e procurarsi i certificati che serviranno dopo. Tutto il resto può aspettare.
Il funerale segue i tempi della famiglia, di solito 24-72 ore dopo il decesso. Se il pubblico ministero dispone l'autopsia (morti improvvise, sospette, traumatiche) i tempi si allungano di qualche giorno.
La dichiarazione di morte all'ufficio di stato civile del Comune dove è avvenuto il decesso va presentata entro 24 ore. Di solito la fa l'ospedale o l'agenzia funebre per conto della famiglia, che porta il certificato medico necroscopico (Fonte: DPR 396/2000, art. 72 · aggiornato al 2000-11-03).
Da quel momento il Comune rilascia il certificato di morte (gratuito in carta semplice, in bollo se serve per pratiche specifiche) e lo stato di famiglia storico del defunto. Sono i due documenti che la famiglia userà decine di volte nei mesi successivi: per la banca, per la pensione di reversibilità, per la dichiarazione di successione, per le volture. Conviene chiederne più copie già dalla prima visita.
Le spese funerarie possono essere dedotte fiscalmente fino a €1.500 per erede, anche se pagate con conto del defunto pre-blocco. Vanno conservate fatture intestate.
→ Per la deducibilità delle spese funerarie e lo svincolo conto del defunto vedi la guida alle spese funerarie nella successione.
Le comunicazioni urgenti: datore, INPS, locatore, utenze
Nei primi 30 giorni vanno avvisati datore di lavoro o INPS, eventuali locatori, e i fornitori di utenze. Sono comunicazioni operative, non fiscali — servono a fermare addebiti, sbloccare la pensione di reversibilità, regolarizzare il contratto d'affitto.
Se il defunto era lavoratore dipendente, il datore di lavoro va avvisato subito. Eredita gli ultimi stipendi, le ferie maturate non godute e il trattamento di fine rapporto secondo le regole CCNL. Se era pensionato, l'INPS va avvisato per fermare l'erogazione e per attivare la pensione di reversibilità del coniuge superstite (cioè la pensione che spetta al coniuge in vita) o di eventuali figli aventi diritto. La domanda di reversibilità si fa entro pochi mesi e ha decorrenza dal mese successivo al decesso.
Se il defunto era affittuario di un'abitazione, il contratto non si chiude automaticamente: passa agli eredi conviventi alla data della morte, che possono continuare a viverci alle stesse condizioni, oppure recedere con preavviso. Il locatore va avvisato in forma scritta.
Le utenze intestate al defunto (luce, gas, telefono, internet, RC auto) vanno volturate o disdette. Senza voltura tempestiva si continuano a pagare bollette intestate al defunto, e la regolarizzazione successiva diventa complessa.
→ Per la pensione di reversibilità e i conti bancari vedi la guida alla successione e alle banche.
Capire chi sono gli eredi
Senza testamento la legge stabilisce un ordine fisso. Eredita prima il coniuge insieme ai figli del defunto. Se non ci sono figli, eredita il coniuge insieme ai genitori del defunto. Se non ci sono né figli né coniuge, eredita la famiglia di origine: genitori, fratelli, e a scendere i parenti collaterali fino al sesto grado. Solo se non c'è nessun parente entro il sesto grado, eredita lo Stato.
Con testamento il defunto distribuisce i beni come vuole. Ma anche con testamento la legge protegge alcune persone con una quota minima riservata, chiamata legittima: una porzione che spetta loro per diritto, indipendentemente da quello che dice il testamento. La legittima protegge sempre il coniuge, i figli, e — solo in mancanza di figli — i genitori del defunto. Se il testamento la viola, il legittimario può chiedere al giudice di riportare la sua quota a quanto la legge gli garantisce (azione di riduzione).
I casi senza testamento più frequenti, in tabella:
| La famiglia | Eredita |
|---|---|
| Coniuge + 1 figlio | metà (50%) a testa |
| Coniuge + 2 o più figli | un terzo (33,3%) al coniuge, due terzi (66,6%) ai figli in parti uguali |
| Solo figli (no coniuge) | Tutto (100%) ai figli in parti uguali |
| Solo coniuge (no figli, no genitori del defunto) | Tutto (100%) al coniuge |
| Coniuge + genitori del defunto (no figli) | due terzi (66,6%) al coniuge, un terzo (33,3%) ai genitori |
Scorri per vedere tutta la tabella →
Tutti i casi — incluso quando i figli sono già morti e i loro figli subentrano (rappresentazione), conviventi non sposati, eredi che rinunciano, testamento che esclude un legittimario — sono nella guida completa all'eredità.
Capire il patrimonio: cosa c'è, dove, quanto vale
Il patrimonio del defunto si divide in 3 categorie: immobili (al valore catastale), rapporti finanziari (saldo banca al giorno della morte) e debiti documentati. La somma netta — quello che in legge si chiama asse ereditario (cioè i beni del defunto che passano agli eredi) — è la base su cui si calcolano franchigie e imposta di successione.
Per gli immobili serve la visura catastale aggiornata alla data della morte. Il valore fiscale non è il prezzo di mercato ma il valore catastale, calcolato moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente fissato per categoria (110 per la prima casa, 120 per le altre abitazioni, e così via). È il valore che entra in dichiarazione e su cui si pagano ipotecaria e catastale.
Per i rapporti finanziari la banca rilascia un certificato con il saldo di conti correnti, libretti, titoli e polizze finanziarie al giorno del decesso. Si chiede ufficialmente con copia certificato di morte.
Per i debiti vanno conservati documenti datati: estratto del mutuo residuo, cartelle esattoriali, ultime bollette non pagate. Solo i debiti documentati si possono sottrarre nel calcolo del valore tassabile.
Restano fuori dall'asse ereditario alcune cose importanti: le polizze vita caso-morte vanno direttamente al beneficiario indicato in polizza (anche se non è erede), il TFR può andare agli aventi diritto indicati dal CCNL, i beni donati in vita non rientrano (con eccezioni se ledono la legittima dei figli).
→ Concept e calcoli nella guida all'asse ereditario, valutazione catastale degli immobili nella guida agli immobili nella successione e nel calcolatore del valore catastale, rapporti finanziari nella guida alle banche nella successione.
La decisione: accettare, rinunciare, beneficio d'inventario
Hai 10 anni per decidere se accettare l'eredità o rinunciare. La scelta non è automatica: senza una decisione esplicita, dopo dieci anni il diritto di accettare si prescrive.
Le opzioni sono 3:
- Accettazione pura: l'erede prende beni e debiti. Il patrimonio del defunto si fonde con quello dell'erede; se i debiti superano i beni, l'erede risponde con il proprio patrimonio personale.
- Accettazione con beneficio d'inventario: l'erede prende i beni ma risponde dei debiti del defunto solo fino al valore dei beni stessi. Il patrimonio personale resta protetto. Procedura formale davanti a notaio o cancelliere, con inventario dei beni entro tempi precisi.
- Rinuncia: l'erede non eredita né beni né debiti. La rinuncia ha effetto retroattivo dalla morte ed è personale (ogni erede firma la propria). Subentrano gli eredi successivi nell'ordine di legge.
Esiste anche l'accettazione tacita, cioè comportamenti che valgono come accettazione anche senza firmarla davanti al notaio (vendere un bene del defunto, incassare un credito, fare la voltura catastale a proprio nome). Chi compie atti di possesso senza aver ancora deciso, di fatto sta accettando.
Per i minorenni la legge impone l'accettazione con beneficio d'inventario, con autorizzazione del giudice tutelare e firma del rappresentante legale. La procedura protegge il patrimonio del minore dai debiti del defunto.
→ Per capire quale opzione conviene nel proprio caso, lo strumento Conviene rinunciare all'eredità? confronta le 3 scelte. Procedura nella guida alla rinuncia e nella guida all'accettazione con beneficio d'inventario. Caso minorenni nella guida alla successione con eredi minorenni.
La dichiarazione e l'F24
Entro 12 mesi dalla data della morte la dichiarazione di successione si presenta online sul portale SisterWeb dell'Agenzia delle Entrate. Il modulo cartaceo non esiste più dal 2017.
A presentarla è uno qualunque degli eredi o dei legatari. Se gli eredi sono più di uno, basta che la firmi uno: la dichiarazione vale per tutti, e le imposte si pagano in solido (l'Agenzia può chiederle a ciascuno, ma l'adempimento è uno solo).
Da inserire nella dichiarazione: i dati anagrafici del defunto e di tutti gli eredi, gli immobili (con visure catastali aggiornate alla data della morte), i rapporti finanziari (saldo conti, libretti, titoli, polizze finanziarie al giorno del decesso, certificato della banca), eventuali debiti documentati del defunto e le spese funerarie fino a €1.500 per erede.
Dal 1° gennaio 2025 coniuge e figli sono esonerati dalla dichiarazione se l'eredità non supera €100.000 e non comprende immobili o diritti reali immobiliari (come l'usufrutto) (Fonte: D.Lgs. 346/1990, art. 28 c.7 (mod. D.Lgs. 139/2024) · aggiornato al 2025-01-01). Tre condizioni che devono essere tutte vere: basta una quota di garage o un parente non in linea retta tra gli eredi e l'obbligo torna.
Sempre dal 1° gennaio 2025 le imposte di successione si pagano in autoliquidazione, cioè si calcolano alla presentazione della dichiarazione e si versano entro 90 giorni con un F24. Codici tributo specifici per imposta di successione, ipotecaria, catastale, bollo, tassa ipotecaria.
→ Procedura completa nella guida alla dichiarazione di successione. Per scadenze e proroghe vedi la guida alle scadenze; per la nuova autoliquidazione la guida all'autoliquidazione; se i 12 mesi sono già passati la guida a sanzioni e ritardi.
Svincoli e volture
Con la ricevuta della dichiarazione di successione si avviano gli adempimenti post-fiscali: sblocco dei conti in banca, voltura catastale degli immobili, voltura dei veicoli al PRA. Sono operazioni che prendono tempi diversi: automatici per il Catasto, 30-60 giorni per le banche, 60 giorni per il PRA.
Le banche bloccano i conti del defunto dalla data del decesso. Per sbloccarli e dividere i soldi tra gli eredi servono tre cose: la dichiarazione di successione già presentata, un atto notorio (cioè una dichiarazione firmata davanti al notaio o al Comune che attesta chi sono gli eredi), e i dati IBAN di ogni erede su cui la banca verserà la quota. I tempi tipici sono 30-60 giorni con variazioni da banca a banca. Se il conto era cointestato con qualcun altro, il blocco riguarda solo la metà del defunto (presunzione di legge 50/50).
Per gli immobili la voltura catastale è automatica. Quando si presenta la dichiarazione di successione telematica, il sistema dell'Agenzia comunica direttamente al Catasto i dati di voltura. Solo per i casi residuali (volture manuali) dal 12 gennaio 2026 si usa il nuovo portale "Voltura catastale Web" dell'Agenzia.
Per i veicoli (auto, moto, ciclomotori) la voltura al PRA si fa entro 60 giorni dall'accettazione dell'eredità. Serve una documentazione specifica e si paga un'imposta proporzionale.
Le polizze vita caso-morte e i fondi pensione seguono regole loro. Vanno al beneficiario indicato e di solito non passano dalla dichiarazione di successione: il beneficiario chiede direttamente alla compagnia o al fondo. Le cassette di sicurezza invece sì, e si aprono solo in presenza di un funzionario dell'Agenzia delle Entrate, che ne verbalizza il contenuto.
→ Banche, polizze vita, fondi pensione e cassette di sicurezza nella guida alle banche nella successione. Voltura catastale e immobili nella guida agli immobili. Veicoli nella guida alla voltura auto al PRA. Su cosa è e quando serve l'atto notorio nella guida all'atto notorio per la successione.
Quanto costa tutto
Il costo si divide in 2 parti, e tenerle separate evita brutte sorprese.
Le tasse di legge vanno all'Agenzia delle Entrate e dipendono da due cose: il valore del patrimonio del defunto e il rapporto di parentela tra defunto ed erede. Per coniuge e figli c'è una franchigia di €1.000.000 a testa: sopra si paga il 4% di imposta di successione. Per fratelli la franchigia è di €100.000 e l'aliquota è del 6%. Per altri parenti niente franchigia. Sugli immobili si pagano in più ipotecaria al 2% e catastale all'1% del valore catastale, oppure €200 fissi ciascuna se l'erede ha l'agevolazione prima casa.
In pratica, una famiglia di coniuge e due figli che eredita la casa di famiglia con valore catastale di €120.000 e €40.000 sul conto paga €0 di imposta di successione (sotto franchigia) + €200 di ipotecaria + €200 di catastale (prima casa) — totale poche centinaia di euro. Una sorella che eredita €200.000 di liquidità da un fratello senza coniuge né figli paga 6% su €100.000 (€100.000 oltre la franchigia di €100.000) = €6.000.
L'onorario del servizio è quello che si paga a chi prepara la pratica: si va dai 199 euro ai 1.500 euro a seconda del canale scelto (CAF, commercialista, servizio dedicato). Le tasse di legge sono identiche in tutti i casi.
→ Per il calcolo esatto del proprio caso il calcolatore costo successione è gratis e senza registrazione. Aliquote, franchigie e regole nella guida alle tasse di successione. Tabella aliquote completa nella guida alle aliquote di successione.
Quando la situazione è particolare
Alcune situazioni cambiano la procedura standard. Se rientri in uno di questi casi, c'è una guida dedicata che spiega cosa cambia.
- C'è un testamento: la distribuzione segue quanto scritto, nei limiti della quota minima riservata a coniuge, figli e — in mancanza di figli — genitori. → Successione testamentaria
- Tra gli eredi c'è un minorenne: serve l'accettazione con beneficio d'inventario e l'autorizzazione del giudice tutelare. → Successione con eredi minorenni
- Beni o eredi all'estero: vanno dichiarati nel quadro RW e cambiano alcuni adempimenti pratici (firme con apostille, traduzioni asseverate). → Quadro RW e beni esteri
- Vuoi rinunciare all'eredità: si firma davanti al notaio o in cancelleria del tribunale. Costa da circa €260 in cancelleria a circa €880 dal notaio. → Rinuncia all'eredità
- Conviventi non sposati: il convivente non sposato non è erede per legge — può ereditare solo per testamento o per casi specifici previsti dalla legge sulle convivenze del 2016. → Eredità del coniuge e dei conviventi
- Hai dubbi sui debiti del defunto: prima di accettare conviene valutare l'accettazione con beneficio d'inventario o la rinuncia. → Conviene rinunciare all'eredità?
Le domande che ci fanno più spesso
Fonti
- D.Lgs. 346/1990 — Testo Unico Imposta Successione(1990-10-31)
- Codice civile, artt. 456-586 — disciplina della successione(1942-03-16)
- Codice civile, art. 480 — Prescrizione del diritto di accettare l'eredità(1942-03-16)
- D.Lgs. 139/2024 — riforma autoliquidazione(2024-09-18)
- Circolare Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025(2025-04-16)
- D.Lgs. 173/2024 — riforma sanzioni in vigore dal 1° gennaio 2027(2024-11-05)
- DPR 396/2000, art. 72 — Dichiarazione di morte all'ufficio di stato civile(2000-11-03)