Tasse di successione in Italia: aliquote e franchigie — 2026
Le tasse di successione in Italia: aliquote 4/6/8%, franchigie per grado di parentela, ipotecaria e catastale, F24 autoliquidazione, quadro RW beni esteri.
Quante tasse si pagano per la successione in Italia?
Le tasse di successione in Italia sono tre imposte distinte. L'imposta di successione ha tre aliquote per grado di parentela:
- Coniuge, parte di unione civile, figli, linea retta: 4% sopra una franchigia di €1.000.000 a testa.
- Fratelli e sorelle: 6% sopra €100.000 a testa.
- Altri parenti fino al 4° grado: 6% senza franchigia.
- Estranei e conviventi non sposati: 8% senza franchigia.
- Eredi con handicap grave: franchigia speciale di €1.500.000.
Sugli immobili si aggiungono imposta ipotecaria (2%) e imposta catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di €200 ciascuna. Dal 1° gennaio 2025 le imposte si versano con F24 in autoliquidazione (codice tributo principale 1539). Aliquote e franchigie non sono cambiate dal 2006.
(Fonte: D.Lgs. 346/1990 — Testo Unico Successioni)Le tre imposte della successione
Le tasse di successione non sono un'imposta sola, ma tre tributi distinti che agiscono insieme. Due valgono per qualunque eredità, il terzo scatta solo in presenza di immobili. Chiarire la struttura aiuta a evitare i malintesi più frequenti.
L'imposta principale è l'imposta di successione: colpisce il valore del patrimonio netto trasferito agli eredi, con aliquote che dipendono dal grado di parentela. La disciplina di riferimento è il D.Lgs. 346/1990, conosciuto come Testo Unico delle Successioni o TUS.
Se nell'eredità ci sono case, terreni, garage o altri diritti reali su immobili (proprietà, usufrutto, nuda proprietà), si aggiungono due tributi dedicati. L'imposta ipotecaria è dovuta per la trascrizione del passaggio nei registri immobiliari. L'imposta catastale è dovuta per la voltura degli intestatari nell'archivio del Catasto. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 1 + D.Lgs. 347/1990 artt. 2 e 10)
| Imposta | Base imponibile | Aliquota | Minimo | Cosa tassa |
|---|---|---|---|---|
| Imposta di successione | Attivo netto × quota erede, meno franchigia | 4% / 6% / 8% | Nessuno | Il trasferimento del patrimonio agli eredi |
| Imposta ipotecaria | Valore catastale degli immobili | 2% | €200 | La trascrizione del passaggio di proprietà |
| Imposta catastale | Valore catastale degli immobili | 1% | €200 | L'aggiornamento della titolarità al Catasto |
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Esistono anche tributi minori legati alla procedura — bolli, tassa ipotecaria di formalità, voltura PRA per i veicoli — con importi fissi e contenuti.
Le tre imposte si calcolano in modo indipendente ma si pagano con un unico modello F24. Le guide dedicate ad aliquote, franchigie e imposte ipotecaria e catastale entrano nel dettaglio di ciascuna voce.
Tasse o imposte? Una questione di linguaggio
Tecnicamente la dizione corretta è imposta di successione. Nell'uso comune e online si dice spesso tasse di successione: i due termini sono sinonimi, riferiti allo stesso tributo.
In diritto tributario italiano "imposta" e "tassa" hanno significato tecnico diverso. L'imposta finanzia la spesa pubblica generale, senza essere commisurata a un servizio specifico. La tassa in senso stretto è invece legata a un servizio richiesto (la tassa sulle concessioni governative, la tassa di iscrizione a un concorso).
Per questa distinzione, la dizione normativa corretta è imposta di successione. È il termine usato dal Testo Unico del 1990 e da tutte le circolari dell'Agenzia delle Entrate. Nella lingua parlata, però, "tasse di successione" è il termine dominante. Lo dicono notai, commercialisti, giornali, e lo cerca la maggioranza degli utenti su Google.
Non è sbagliato usare "tasse": è solo meno tecnico. In questa guida i due termini sono usati come sinonimi.
Aliquote per grado di parentela
Le aliquote dell'imposta di successione sono tre, in vigore dal 29 novembre 2006. Non sono cambiate con la riforma del 2024. La tabella che segue è la sintesi operativa: il dettaglio per grado, gli affini e gli esempi numerici per categoria vivono nella guida dedicata.
| Beneficiario | Aliquota |
|---|---|
| Coniuge, parte di unione civile, figli, linea retta (genitori, nonni, nipoti diretti) | 4% |
| Fratelli e sorelle | 6% |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini | 6% |
| Estranei, conviventi non sposati | 8% |
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L'aliquota si applica solo sulla parte di patrimonio che eccede la franchigia personale di ciascun erede (vedi sotto). Per chi non ha franchigia (estranei, conviventi non sposati, parenti oltre il 2° grado), la tassazione parte dal primo euro.
Una precisazione importante per chi confonde fiscale e civile: la quota di legittima del diritto civile è cosa diversa dalla franchigia fiscale. La legittima protegge il diritto di alcuni familiari a ricevere una parte minima dell'eredità; la franchigia stabilisce solo la soglia esente da imposta.
Per la tabella estesa con tutti i gradi di parentela, gli affini, gli esempi numerici per categoria e i casi particolari delle unioni civili, vai a aliquote dell'imposta di successione.
Franchigie per grado di parentela
La franchigia è la quota di patrimonio esente dall'imposta di successione. Vale per ciascun beneficiario, non per l'intera eredità: ogni erede porta con sé la propria franchigia personale.
| Beneficiario | Franchigia |
|---|---|
| Coniuge, parte di unione civile, figli, linea retta | €1.000.000 |
| Fratelli e sorelle | €100.000 |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini, estranei, conviventi non sposati | nessuna |
| Eredi con handicap grave riconosciuto dalla legge 104/1992 | €1.500.000 |
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Due regole generano spesso confusione, quindi vanno chiarite subito.
La franchigia è personale, non si somma fra eredi. Se tre figli ereditano dal genitore, ognuno porta con sé una franchigia di €1.000.000 sulla sua quota. Le franchigie non si raggruppano in un tetto unico dell'eredità: sono un diritto individuale.
La franchigia speciale per eredi con handicap grave sostituisce quella ordinaria, non si somma. Un figlio con verbale di invalidità ha €1.500.000 totali, non €1.000.000 ordinari più €500.000 di maggiorazione. Lo stesso vale per un coniuge con handicap grave.
Per il meccanismo del cumulo donazioni vita+eredità (abrogato dal 1° gennaio 2025), gli esempi tipici e la distinzione fra legittima civile e franchigia fiscale, vai a franchigia dell'imposta di successione.
Imposte sugli immobili: ipotecaria e catastale
Se nell'eredità c'è anche solo un immobile, scattano due imposte aggiuntive. L'imposta ipotecaria è il 2% del valore catastale, l'imposta catastale l'1%. Si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato.
Il valore catastale è il valore fiscale dell'immobile, calcolato come rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore per categoria. È quasi sempre più basso del valore di mercato. La formula completa per categoria immobile vive nella guida sulle imposte ipotecaria e catastale. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 14)
Ogni imposta ha un minimo di €200. Su un garage di valore catastale €5.000 si pagano comunque €200 di ipotecaria e €200 di catastale. Sul valore degli immobili più piccoli il minimo fa la differenza rispetto al calcolo proporzionale.
Per chi ha i requisiti dell'agevolazione prima casa, le due imposte diventano €200 fisse ciascuna sulla sua quota. I requisiti sono tre: residenza nel Comune dell'immobile, nessuna altra abitazione di proprietà, dichiarazione esplicita nella dichiarazione di successione. L'agevolazione è pro-quota: se tre fratelli ereditano la casa di famiglia e solo uno ha i requisiti, solo la sua quota è agevolata. Gli altri due pagano il 2% + 1% ordinari.
Per le formule complete per ogni categoria immobile, i tre scenari numerici tipici e la decadenza a 5 anni dalla perdita dei requisiti, vai alla guida dedicata sull'imposta ipotecaria e catastale.
Come si calcola il totale
Il calcolo del totale segue 5 passi. La logica è la stessa per qualunque eredità, anche complessa.
- Somma l'attivo ereditario. Immobili al valore catastale rivalutato, conti correnti al saldo alla data del decesso, titoli, quote societarie, mobili al forfait del 10% salvo inventario.
- Sottrai i debiti deducibili. Debiti del defunto documentati, mutui residui, bollette non pagate, spese funebri fino a €1.550.
- Dividi per quote e applica la franchigia di ciascun erede. La franchigia è personale e dipende dal grado di parentela.
- Applica l'aliquota per grado. 4%, 6% o 8% sulla parte che eccede la franchigia di ogni erede.
- Aggiungi imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale degli immobili. Per la quota con agevolazione prima casa, €200 fisse ciascuna.
Il risultato è la somma da versare con F24 nei 90 giorni successivi alla scadenza della dichiarazione.
Per calcolare il proprio caso con esempi numerici risolti passo per passo e un tool interattivo che gestisce automaticamente i 5 passaggi, vai a quanto costa una successione.
Pagamento con F24
Dal 1° gennaio 2025 le imposte di successione si versano con un unico modello F24, in autoliquidazione. È l'erede a calcolare le imposte e a versarle direttamente, senza più aspettare un avviso dell'Agenzia delle Entrate. (Fonte: D.Lgs. 139/2024 art. 1)
I codici tributo principali sono tre:
| Codice | Imposta |
|---|---|
| 1539 | Imposta di successione (autoliquidazione, novità 2025) |
| 1530 | Imposta ipotecaria |
| 1531 | Imposta catastale |
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La sezione del modello è sempre quella Erario. L'anno di riferimento è l'anno del decesso. Nella sezione coobbligato va il codice fiscale del defunto con il codice identificativo 08 (Defunto). Il versante è l'erede che paga, con il proprio codice fiscale.
La scadenza è 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione di successione. Dato che la dichiarazione si presenta entro 12 mesi dal decesso, il termine ultimo per il pagamento arriva intorno a 15 mesi dalla morte. La timeline completa di tutte le scadenze concatenate vive nella guida sulle scadenze della dichiarazione di successione.
Se l'imposta supera €1.000 è possibile la rateazione: acconto del 20% più 8 rate trimestrali (12 rate sopra €20.000).
Per la tabella completa dei codici tributo, la sezione Erario compilata passo per passo e i canali di pagamento ammessi, vai a F24 per la successione. Per il meccanismo dell'autoliquidazione e il controllo dell'Agenzia entro 2 anni, vedi autoliquidazione della successione.
Quando non si paga
In molti casi reali l'imposta di successione è zero. La franchigia di €1.000.000 per coniuge e figli copre la grande maggioranza dei patrimoni familiari italiani. Se un padre lascia €800.000 a moglie e due figli, ogni erede ha franchigia personale di €1.000.000 e la base imponibile è zero. Imposta di successione: €0.
La riforma del 2024 ha aggiunto una semplificazione importante: per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, se l'attivo ereditario è sotto €100.000, non ci sono immobili, ed eredi sono solo coniuge e parenti in linea retta, non serve nemmeno presentare la dichiarazione. La soglia precedente era €25.822,84 fino al 31 dicembre 2024. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 28 c.7 (come riformato dal D.Lgs. 139/2024))
All'opposto, paga l'aliquota più alta — 8% senza franchigia — chi eredita da un estraneo o come convivente non sposato. Due punti specifici da tenere presenti. Il convivente non sposato, anche dopo decenni di vita comune, non è equiparato al coniuge: imposta 8% dal primo euro. La parte di unione civile registrata sì, invece: stessa franchigia di €1.000.000 del coniuge, stessa aliquota 4%.
Beni all'estero: due livelli fiscali separati
Per gli eredi che ricevono beni fuori dall'Italia, la materia si divide in due momenti temporali distinti. Possono essere conti correnti in Svizzera, appartamenti in Francia, polizze estere o wallet di cripto-attività: la regola fiscale è la stessa.
Nella dichiarazione di successione italiana vanno inclusi anche i beni esteri del defunto, se questi era residente fiscale in Italia. La legge tassa in Italia il patrimonio mondiale del defunto residente, indipendentemente da dove i beni si trovano fisicamente. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 2)
Dopo l'accettazione dell'eredità, nell'anno successivo, scattano tre obblighi dichiarativi separati. Vivono nella dichiarazione dei redditi, non nella dichiarazione di successione. Sono il quadro RW per il monitoraggio fiscale, l'IVIE sul valore degli immobili esteri, e l'IVAFE sulle attività finanziarie estere (estesa alle cripto-attività dal 2023).
Questa parte non è scope del nostro servizio, che copre la dichiarazione di successione italiana. Per la procedura passo per passo, le aliquote 2026 di IVIE e IVAFE e le sanzioni reali del quadro RW, vai a beni esteri ereditati: quadro RW, IVIE, IVAFE.
La riforma 2024-2025-2026
La riforma D.Lgs. 139/2024 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025. Ha riscritto la procedura ma non le aliquote, che restano invariate dal 2006.
I fatti, in ordine cronologico:
- Settembre 2024. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 139/2024, decreto attuativo della legge delega fiscale.
- 1° gennaio 2025. Entrata in vigore per tutte le successioni aperte dal quel giorno.
- 16 aprile 2025. L'Agenzia delle Entrate pubblica la Circolare 3/E con i chiarimenti operativi.
- Nel 2026 la riforma è pienamente operativa: codici tributo 1539 consolidati, dubbi interpretativi risolti.
Cosa è cambiato in sostanza, in tre punti:
- Autoliquidazione generalizzata. Ora calcola e versa l'erede, prima solo per ipo-catastali. Il meccanismo procedurale completo vive nella guida autoliquidazione della successione.
- Coacervo successorio abrogato. Il coacervo era il meccanismo che sommava donazioni ricevute dal defunto in vita più eredità per calcolare la franchigia. Dal 2025 le donazioni in vita non erodono più la franchigia dell'erede.
- Soglia esonero alzata a €100.000. Per coniuge e linea retta, senza immobili, non serve più la dichiarazione (era €25.822,84).
Una correzione importante. Molti articoli usciti tra fine 2024 e inizio 2025 parlano di "nuove aliquote al 4,6%, 7% e 9%" e di "abrogazione del coacervo dal 2026". Sono informazioni sbagliate. Le aliquote sono invariate dal 2006. L'abrogazione del coacervo ha effetto dal 1° gennaio 2025, non dal 2026. Lo conferma esplicitamente la Circolare 3/E.
Le domande che ci fanno più spesso
Pensiamo noi a tutta la pratica di successione.
Dichiarazione, F24, lettere banche, volture, guide, atti per il notaio se servono. Solo le imposte di legge si pagano a parte. Rimborso entro 14 giorni, senza domande.
Fonti
- D.Lgs. 346/1990 — Testo Unico delle Successioni (TUS)(1990-10-31)
- D.L. 262/2006 art. 2 c.48-49 (conv. L. 286/2006) — aliquote e franchigie(2006-11-29)
- D.Lgs. 347/1990 — Testo Unico imposte ipotecarie e catastali(1990-10-31)
- D.Lgs. 139/2024 — Riforma delle imposte di successione e donazione(2024-09-18)
- Circolare Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025(2025-04-16)
- Risoluzione Agenzia delle Entrate 2/E del 10 gennaio 2025 — codici tributo F24(2025-01-10)