Successione dal commercialista: quando serve davvero — 2026
Quando la successione richiede un commercialista invece del CAF: partecipazioni societarie, beni esteri, quadro RW, plusvalenze. Costi, tempi e differenze.
Quando serve il commercialista per la successione e quanto costa?
Il commercialista per la successione serve quando la dichiarazione include elementi fiscali che il CAF tipicamente non gestisce. Il costo tipico è €800-1.500 a pratica, contro €300-500 del CAF.
I casi in cui serve il commercialista invece del CAF:
- Quote societarie: il defunto aveva quote di S.r.l., S.p.A., SNC, SAS che richiedono la valutazione del patrimonio netto contabile alla data del decesso.
- Beni all'estero: conti, immobili, titoli o cripto fuori Italia richiedono il quadro RW del Modello Redditi negli anni successivi.
- Plusvalenze sospese: prima casa venduta dal defunto meno di 5 anni prima del decesso, o partecipazioni qualificate.
- Regimi fiscali diversi: alcuni eredi residenti in Italia, altri all'estero (iscritti AIRE).
- Integrativa dopo il deposito: emergono beni nuovi e bisogna riaprire la pratica entro 12 mesi dalla scoperta.
Per i casi standard (eredi italiani, immobili in Italia, conti senza esteri) basta il CAF.
(Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 28 + Circolare AdE 3/E del 16 aprile 2025)Cosa fa il commercialista per la successione
La maggior parte delle successioni italiane si fa al CAF per €300-500. Il commercialista entra in gioco quando il caso esce dallo standard: partecipazioni in società, beni all'estero, plusvalenze sospese, eredi in regimi fiscali diversi.
Tecnicamente è un intermediario fiscale autorizzato che prepara la dichiarazione di successione per conto degli eredi. L'art. 28 del Testo unico delle imposte di successione elenca chi è obbligato a presentarla: eredi, legatari, rappresentanti legali, esecutori testamentari. Non impone una specifica figura professionale. La firma resta sempre dell'erede; il commercialista trasmette per suo conto.
(Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 28)Cosa fa concretamente durante la pratica:
- Valuta il patrimonio del defunto e ricostruisce l'asse ereditario, cioè l'insieme dei beni e dei debiti che passano agli eredi.
- Calcola le imposte in autoliquidazione: è il calcolo dell'imposta che fa direttamente l'erede, in vigore dal 1° gennaio 2025. Prepara poi il modello F24.
- Trasmette la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate via SisterWeb.
- Segue gli adempimenti fiscali successivi: quadro RW per i beni esteri, plusvalenze sospese, dichiarazioni integrative se emergono beni nuovi.
A differenza del CAF, il commercialista può seguire la pratica anche negli anni successivi al deposito. Cura tutto quello che ha implicazioni sulle dichiarazioni dei redditi degli eredi. Per il dettaglio sul nuovo regime fiscale vedi autoliquidazione 2025.
Quanto costa il commercialista per la successione
Il prezzo di mercato 2026 per la dichiarazione di successione dal commercialista è €800-1.500 quando c'è almeno una complicazione tecnica. Esempi tipici: una società partecipata, un conto all'estero, una plusvalenza prima casa.
Il costo sale a €1.500-3.000 quando si combinano più casi insieme — per esempio partecipazioni societarie, beni esteri e immobili in regioni diverse.
Il prezzo include la valutazione del patrimonio, la dichiarazione, l'F24 e la trasmissione. Possono essere inclusi anche i quadri RW dei primi 1-2 anni, ma è una voce da concordare in preventivo.
A questo prezzo vanno sempre aggiunte le imposte di legge dovute all'Agenzia delle Entrate. Imposta di successione: 4%, 6% o 8% in base al grado di parentela e oltre franchigia. Più ipotecaria 2% e catastale 1% sugli immobili. Per la scomposizione completa con tre esempi numerici vedi la guida quanto costa una successione.
I tempi tipici sono 3-6 settimane dal primo appuntamento alla trasmissione, contro 1-3 settimane di una pratica CAF semplice. Se ci sono bilanci societari da approvare o documentazione estera da recuperare, la finestra si allunga.
I 5 casi in cui serve davvero il commercialista
I cinque casi concreti che fanno uscire la pratica dal perimetro del CAF e richiedono un commercialista.
1. Partecipazioni societarie del defunto. Quote di S.r.l., S.p.A., SNC, SAS o ditte individuali con avviamento richiedono la valutazione del patrimonio netto contabile alla data del decesso. È previsto dall'articolo 16 del Testo unico delle imposte di successione e implica lettura del bilancio, eventuali rettifiche e stima dell'avviamento. Il CAF tipicamente non gestisce questo passaggio.
(Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 16 — valutazione partecipazioni societarie)2. Beni all'estero (quadro RW). Conti, immobili, titoli o cripto-attività detenute fuori Italia comportano due adempimenti separati. Il primo: includere il valore nell'asse ereditario in dichiarazione di successione. Il secondo: il quadro RW, cioè il modulo per i beni all'estero. Vive nel Modello Redditi degli eredi a partire dall'anno fiscale di subentro. La sanzione per omessa dichiarazione RW è il 3-15% del valore non dichiarato, raddoppiata per i Paesi a fiscalità privilegiata. Per il dettaglio vedi quadro RW per beni esteri.
(Fonte: D.L. 167/1990 art. 4)3. Plusvalenze sospese (prima casa o partecipazioni). Sono due scenari frequenti. Il primo: il defunto aveva venduto la prima casa meno di 5 anni prima di morire. Non aveva riacquistato un'altra prima casa entro 1 anno. L'agevolazione decade e il guadagno della vendita rispetto al prezzo di acquisto rientra nella tassazione: la legge la chiama plusvalenza retroattiva. Il carico ricade sugli eredi. Il secondo scenario: il defunto aveva partecipazioni qualificate, cioè quote sopra il 20% in società non quotate o sopra il 2% in quotate. Per chi vende quelle quote dopo l'eredità, il valore di carico fiscale è quello dichiarato in successione. Per il dettaglio sulla vendita post-successione vedi vendita di una casa ereditata.
4. Eredi in regimi fiscali diversi. Sono frequenti tre situazioni. Quando alcuni eredi sono residenti in Italia e altri all'estero (iscritti AIRE, cioè all'Anagrafe Italiani Residenti all'Estero). Quando ci sono compensazioni in denaro fra eredi. Quando esistono quote disponibili da legato non utilizzate. In tutti questi casi conviene una simulazione fiscale prima di firmare la dichiarazione. È un livello di pianificazione che il CAF non offre.
5. Dichiarazione integrativa dopo il deposito. A volte dopo il deposito emergono beni non noti: un conto dimenticato, un immobile catastalmente confuso, una polizza riqualificata. La pratica va riaperta con una dichiarazione integrativa, entro 12 mesi dalla scoperta. Bisogna ricalcolare l'imposta e applicare il ravvedimento operoso, cioè la possibilità di pagare la sanzione ridotta se rimedi spontaneamente. Il CAF tipicamente non riprende il fascicolo dopo il deposito.
Il commercialista risponde se la dichiarazione è sbagliata
Il commercialista che firma la trasmissione telematica risponde insieme all'erede per i dati inseriti nella dichiarazione. Non significa che paga le imposte al posto degli eredi. Se l'Agenzia delle Entrate contesta un valore o un'omissione trascritta dal commercialista, lui risponde della parte tecnica del proprio operato.
(Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 28 c.4)In concreto, questa responsabilità in solido è una garanzia in più rispetto al fai da te su SisterWeb. Se l'Agenzia rettifica la dichiarazione, l'erede non è da solo a discutere il merito tecnico. Il commercialista è coperto da una polizza di responsabilità professionale che interviene sui danni derivanti da errori della propria attività.
Il CAF ha la stessa responsabilità solidale, ma con una differenza pratica. Il commercialista può rappresentare l'erede in caso di accertamento o contenzioso. Il CAF normalmente no. Se l'Agenzia notifica un avviso di liquidazione o una rettifica per dichiarazione infedele, è sempre il commercialista o un avvocato tributarista la figura di riferimento.
Cosa preparare per il primo appuntamento
Per non perdere tempo né soldi al primo incontro, conviene presentarsi con la documentazione completa. Il commercialista dovrebbe poter aprire la pratica senza dover richiedere documenti a ripetizione.
I nove gruppi di documenti tipici:
- Certificato di morte, autocertificazione di stato di famiglia, codici fiscali di tutti gli eredi.
- Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili intestati al defunto.
- Estratti conto al giorno del decesso di tutti gli istituti, dossier titoli incluso.
- Documentazione delle società partecipate: visura camerale, ultimo bilancio approvato, eventuale patto sociale.
- Documentazione dei beni esteri: estratti conto delle banche estere, contratti di acquisto, quadri RW degli ultimi 5 anni del defunto.
- Polizze vita: contratti e lettere di comunicazione del decesso alle compagnie.
- Atti di vendita degli immobili degli ultimi 5 anni del defunto, per la verifica della plusvalenza prima casa.
- Documentazione dei debiti del defunto: cartelle esattoriali, mutui residui, fideiussioni.
- Testamento, se esiste, oppure atto di notorietà già predisposto.
Per la lista commentata con i casi speciali vedi documenti per la dichiarazione di successione.
Quando il CAF basta invece (caso standard)
Non tutti i casi richiedono un commercialista. Per la maggioranza delle successioni italiane il CAF è sufficiente, e costa la metà rispetto al commercialista.
Il CAF basta nei casi che rispettano tutti questi criteri:
- Eredi italiani residenti in Italia, d'accordo sulle quote.
- Patrimonio interamente domestico — niente conti esteri, niente partecipazioni societarie.
- Documenti reperibili nei tempi della pratica.
- Nessun atto pubblico accessorio: niente testamento olografo da pubblicare, niente rinuncia in corso, niente beneficio d'inventario.
Per il dettaglio del CAF — perimetro operativo, costi €300-500 e cinque criteri verdi — vedi successione al CAF. Per il caso self-service: successione fai da te su SisterWeb. Per chiarire quando il notaio è davvero necessario: successione dal notaio.
Commercialista, CAF, Pratica Successione: tabella di confronto
Per il caso standard il CAF è la scelta razionale. Per il caso complesso serve il commercialista. La terza opzione è un servizio che prepara tutta la pratica dall'inizio alla fine a un prezzo unico.
| CAF | Commercialista | Pratica Successione | |
|---|---|---|---|
| Cosa prepara | Dichiarazione + F24 + trasmissione | Dichiarazione + F24 + RW + adempimenti a cascata | Dichiarazione + F24 + lettere banche + voltura PRA + voltura catastale + fascicoli notaio |
| Casi coperti | Standard italiano (60-70% delle successioni) | Partecipazioni, esteri, plusvalenze, conflitti fiscali | Standard italiano dall'inizio alla fine |
| Costo | €300-500 | €800-1.500 (€1.500-3.000 multi-caso) | €199 |
| Tempi | 1-3 settimane | 3-6 settimane | 3-4 settimane dall'inizio alla fine |
| Responsabilità | Solidale art. 28 c.4 TUS, no contenzioso | Solidale art. 28 c.4 TUS, rappresentanza in contenzioso | Rimborso entro 14 giorni senza domande |
| Cosa NON include | Lettere banche, volture, fascicoli notaio | Lettere banche, volture, fascicoli notaio (di norma) | Imposte di legge, atti che richiedono notaio |
Scorri per vedere tutta la tabella →
I costi indicati sono per la sola dichiarazione (CAF e commercialista) o per il pacchetto completo (Pratica Successione). Le imposte di legge dovute all'Agenzia delle Entrate si pagano sempre a parte, in tutti i casi.
Per i casi che richiedono atti notarili specifici il notaio resta una figura indipendente. Esempi: testamento olografo da pubblicare, rinuncia all'eredità, accettazione con beneficio d'inventario. Per il dettaglio vedi successione dal notaio.
Le domande che ci fanno più spesso
Per i casi standard, ci pensiamo noi a tutta la pratica.
Pratica Successione prepara dichiarazione, F24, lettere per ogni banca, voltura PRA, voltura catastale e fascicoli per il notaio quando servono. Le imposte di legge si pagano a parte. Rimborso entro 14 giorni senza domande. Per le successioni con elementi fiscali complessi (società, esteri, plusvalenze) il commercialista resta la figura più adatta.
Fonti
- D.Lgs. 346/1990 art. 28 — soggetti obbligati alla dichiarazione(1990-10-31)
- D.Lgs. 346/1990 art. 28 c.4 — responsabilità solidale del professionista(1990-10-31)
- D.Lgs. 346/1990 art. 16 — valutazione partecipazioni societarie(1990-10-31)
- D.L. 167/1990 art. 4 — quadro RW per beni esteri(1990-06-28)
- Circolare Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025(2025-04-16)