Autoliquidazione della successione: cosa è cambiato dal 2025 — 2026
Dal 2025 è l'erede a calcolare e versare l'imposta di successione. Cosa cambia, come si fa, codici F24 e il controllo dell'Agenzia entro 2 anni.
Cosa è cambiato con l'autoliquidazione dell'imposta di successione?
L'autoliquidazione è il regime in vigore dal 1° gennaio 2025: è l'erede che calcola e versa l'imposta di successione, non più l'Agenzia delle Entrate.
Cosa cambia in concreto:
- Chi calcola: l'erede, in autonomia. Prima la calcolava l'Agenzia.
- Quando si versa: entro 90 giorni dalla scadenza per presentare la dichiarazione, cioè circa 15 mesi dalla morte.
- Come si versa: con modello F24, codice tributo 1539 per l'imposta principale.
- Cosa controlla l'Agenzia: la regolarità del calcolo, entro un termine definitivo di 2 anni dalla data di presentazione.
- Cosa succede se l'Agenzia rileva un errore: avviso di liquidazione con sanzione ridotta a un terzo (33,3%) se l'erede paga entro 60 giorni.
Aliquote e franchigie sono invariate: 4-6-8% secondo il grado di parentela.
(Fonte: D.Lgs. 139/2024 art. 1 + Codice TUS art. 33)Cosa è cambiato dal 2025
Dal 1° gennaio 2025 il calcolo dell'imposta di successione è passato dall'Agenzia delle Entrate all'erede. La riforma è stata introdotta dal D.Lgs. 139/2024, che ha riscritto le regole della dichiarazione di successione. (Fonte: D.Lgs. 139/2024 art. 1 — riforma autoliquidazione · aggiornato al 2024-09-18)
Il meccanismo cambia così: prima l'erede presentava la dichiarazione e aspettava la richiesta di pagamento dell'Agenzia (l'avviso di liquidazione). Oggi calcola direttamente l'imposta, la versa con F24, e l'Agenzia interviene solo dopo, in fase di controllo.
La decorrenza è netta: si applica alle successioni aperte dal 1° gennaio 2025. Per i decessi avvenuti nel 2024 vale ancora il regime vecchio, con calcolo a carico dell'Agenzia.
Il 2026 è un anno ponte. L'autoliquidazione è ormai a regime e la dichiarazione precompilata web è operativa dal 16 luglio 2025. Ma il nuovo Testo Unico delle sanzioni tributarie è stato posticipato al 1° gennaio 2027 dal Milleproroghe. Per tutto il 2026 il regime sanzionatorio resta quindi quello storico, basato sulle vecchie regole del Testo Unico. (Fonte: D.Lgs. 173/2024 — TU sanzioni tributarie, posticipo al 01/01/2027 (D.L. 200/2025) · aggiornato al 2024-11-14)
Aliquote e franchigie non sono cambiate. La riforma ha toccato solo il meccanismo (chi calcola, quando paga, come si controlla), non i numeri del prelievo: 4%, 6%, 8% secondo il grado di parentela. Il dettaglio è nella pagina sulle aliquote di successione.
Il D.Lgs. 139/2024 ha anche abrogato il coacervo successorio. La regola che faceva confluire le donazioni ricevute in vita nell'eredità, riducendo la franchigia, è stata cancellata. Per le successioni dal 2025 le donazioni precedenti non riducono più la franchigia.
Come si calcola l'imposta in autoliquidazione
Il calcolo non è cambiato nei numeri, è cambiato chi lo esegue. La sequenza è la stessa di prima. Si parte dal valore tassabile dell'eredità — in linguaggio tecnico, la "base imponibile". Si applica la franchigia per grado di parentela, si moltiplica l'eccedenza per l'aliquota, e sugli immobili si aggiungono imposta ipotecaria e catastale.
Il valore tassabile è la somma dell'attivo meno il passivo del defunto. Nell'attivo entrano immobili al valore catastale, conti, titoli, aziende e crediti. Dal totale si sottraggono passività documentate, spese mediche degli ultimi 6 mesi e spese funerarie fino a €1.500. Per gli esempi numerici completi su tre patrimoni reali rimanda alla pagina sui costi della successione. Qui il focus è l'operatività dell'autoliquidazione, non la ripetizione del calcolo.
Sulla parte di valore che eccede la franchigia si applica l'aliquota:
- 4% per coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti).
- 6% per fratelli e parenti fino al 4° grado.
- 8% per tutti gli altri eredi.
Le franchigie restano invariate: €1.000.000 per coniuge e figli, €100.000 per fratelli, zero per gli altri, €1.500.000 per erede con disabilità grave riconosciuta dalla legge 104. Il dettaglio è nella pagina sulle franchigie per grado.
Se il patrimonio include immobili, si aggiungono imposta ipotecaria al 2% e catastale all'1% sul valore catastale, con minimo €200 ciascuna. Quando almeno un erede ha diritto all'agevolazione prima casa, sulla sua quota le due imposte — chiamate anche "ipo-catastali" — diventano €200 fisse ciascuna.
L'imposta di successione e le ipo-catastali hanno tempi di versamento diversi. Le ipo-catastali, il bollo e i tributi minori vanno versati prima o contestualmente all'invio telematico della dichiarazione. L'imposta di successione vera e propria — codice F24 1539 — si versa entro 90 giorni dalla scadenza per presentare la dichiarazione. Sono circa 15 mesi dalla morte: 12 mesi per presentare la dichiarazione più 90 giorni per il versamento. (Fonte: Codice TUS art. 33 c.1 — termine di versamento autoliquidazione · aggiornato al 1990-10-31)
Se l'imposta è pari o superiore a €1.000 è ammessa la rateizzazione: acconto del 20% entro la scadenza ordinaria, poi 8 rate trimestrali fino a €20.000 di imposta, o 12 rate trimestrali oltre €20.000. Sulle rate maturano interessi al tasso legale (1,60% nel 2026), da versare con codice F24 1635. Il salto di una rata fa decadere il beneficio della rateizzazione.
Il calcolo si inserisce in una sezione dedicata del modello dichiarativo, il Quadro EF Sezione V-bis (righi EF18bis per l'imposta calcolata, EF18ter per il pagamento). È stato introdotto nel febbraio 2025 ed è obbligatorio per tutte le successioni aperte dal 1° gennaio 2025.
Cosa cambia per chi eredita
Con l'autoliquidazione la responsabilità tecnica del calcolo si sposta sull'erede. L'Agenzia non è più l'oracolo che dice quanto si deve pagare: è il controllore che verifica quello che l'erede ha dichiarato e versato. Tre conseguenze pratiche.
1. L'errore non è più filtrato a monte. Se il valore catastale di un immobile è sbagliato, se la franchigia è applicata male, se manca una quota, il numero errato finisce nell'F24. L'Agenzia lo confronta con i propri dati e fa scattare il controllo. (Fonte: Codice TUS art. 33 c.2 — controllo automatizzato post-autoliquidazione · aggiornato al 1990-10-31)
2. La finestra di controllo è di 2 anni. L'Agenzia ha 2 anni dalla data di presentazione della dichiarazione per notificare un avviso di liquidazione in caso di maggiore imposta dovuta. È una scadenza definitiva: passati i 2 anni, l'autoliquidazione si consolida. Restano disponibili gli strumenti ordinari per i casi residui (rettifica dei valori catastali, controlli straordinari), ma non l'avviso di liquidazione automatico.
3. La documentazione resta in archivio per 10 anni. Visure catastali, estratti conto alla data del decesso, contratti di mutuo, fatture funerarie, documenti medici: tutto va conservato per il periodo di accertamento ordinario. Il controllo a 2 anni è la finestra abituale, ma in caso di rettifica del valore o controllo straordinario i tempi possono allungarsi.
Cosa fa la dichiarazione precompilata
Dal 16 luglio 2025 l'Agenzia delle Entrate ha attivato la dichiarazione di successione precompilata web, accessibile dall'area riservata del contribuente. Il nome induce in errore: non è una successione automatica. L'Agenzia pre-compila i dati anagrafici e l'elenco degli immobili intestati al defunto; il resto del patrimonio (conti, titoli, polizze, aziende, debiti) resta a carico dell'erede. La parte finanziaria — il cuore del valore tassabile — non è precompilata. Il dettaglio su cosa è precompilato e cosa no è nella pagina sulla successione precompilata.
Come funziona il controllo dell'Agenzia dopo l'autoliquidazione
Il controllo automatizzato sull'autoliquidazione è un controllo a tavolino, diverso dall'accertamento classico. L'ufficio incrocia i dati della dichiarazione con le proprie banche dati: catasto, anagrafe tributaria, archivio dei rapporti finanziari, registri immobiliari. Verifica se il calcolo è coerente con aliquote, franchigie, valori catastali e grado di parentela dichiarato. Il termine di partenza dei 2 anni è la ricevuta telematica della presentazione. Va conservata con cura: è la prova della data da cui decorre il controllo.
Se l'Agenzia trova una maggiore imposta dovuta, parte un avviso di liquidazione. La sanzione viene applicata con codice F24 A139. Se l'erede paga entro 60 giorni dalla notifica, si riduce a un terzo (33,3%) dell'importo ordinario. (Fonte: Circolare AdE 3/E del 16 aprile 2025 — procedura avviso di liquidazione post-autoliquidazione · aggiornato al 2025-04-16)
Se invece è l'erede ad accorgersi dell'errore — una dichiarazione presentata in ritardo, un valore catastale sbagliato, una quota dimenticata — può ricorrere al ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte progressivamente quanto prima si interviene. Nel 2026 il ravvedimento resta disciplinato dal regime storico, perché il D.Lgs. 173/2024 è posticipato al 2027. La scala completa delle riduzioni e i codici F24 di ravvedimento (1549 per la tardiva presentazione) sono nella pagina sulle sanzioni per la successione tardiva.
Un'ultima cosa sulla responsabilità fra eredi: l'obbligo di pagamento è solidale, cioè ognuno risponde per il totale e poi gli eredi si rivalgono fra loro. L'Agenzia può rivolgersi a un solo erede per l'intero dovuto. Questo principio non cambia con l'autoliquidazione: il meccanismo è lo stesso, l'adempimento è solo anticipato.
Confronto: come funzionava prima e come funziona oggi
Otto aspetti della successione a confronto, regime fino al 31 dicembre 2024 e regime dal 1° gennaio 2025.
| Aspetto | Fino al 31/12/2024 | Dal 01/01/2025 |
|---|---|---|
| Chi calcola l'imposta | Agenzia delle Entrate (calcolo d'ufficio) | Erede, in autoliquidazione |
| Quando si paga l'imposta di successione | Su richiesta dell'Agenzia, mesi o anni dopo la dichiarazione | Entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione |
| Termine di controllo | Accertamento ordinario, fino a 5 anni | Controllo automatizzato con scadenza definitiva di 2 anni dalla data di presentazione |
| Correzione errori | Avviso di liquidazione in ogni caso | Avviso di liquidazione solo per maggiore imposta dovuta; pagamento entro 60 giorni → sanzione a un terzo (33,3%) |
| Sanzioni omessa o infedele dichiarazione | Regime storico del Testo Unico | Stesso regime nel 2026; nuovo TU sanzioni dal 1° gennaio 2027 |
| Correzione spontanea | Ravvedimento operoso | Ravvedimento confermato; codice F24 dedicato 1549 per la tardiva presentazione |
| Dichiarazione precompilata | Non esisteva | Disponibile dal 16 luglio 2025, limitata a immobili e dati anagrafici |
| Codici F24 autoliquidazione | Non esistevano | Nuovi codici 1539, 1549, 1635, A139, A150 |
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Il cambiamento più sentito dall'erede è il baricentro temporale. Nel vecchio regime, chi presentava la successione poteva restare in attesa dell'avviso anche oltre l'anno: la liquidità per pagare l'imposta serviva dopo. Nel nuovo regime la liquidità serve subito, entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione. E l'errore di calcolo resta a carico di chi eredita fino al controllo. È per questo che la scelta di chi prepara la pratica — CAF, commercialista, servizio professionale — ha più peso di prima. Il lavoro non è "presentare e aspettare": è "calcolare bene e versare in tempo".
Quali sono le tappe della riforma dal 2024 al 2027
La riforma non è un atto unico, è una sequenza di provvedimenti che si dispiegano su tre anni. Conoscere le date serve a non confondersi. I codici F24 sono già operativi dal 2025; le nuove sanzioni invece entrano in vigore solo nel 2027.
| Data | Cosa cambia operativamente |
|---|---|
| 18 settembre 2024 | Pubblicato il D.Lgs. 139/2024: autoliquidazione, abrogazione del coacervo, trust, precompilata. |
| 1° gennaio 2025 | Entrata in vigore della riforma: autoliquidazione obbligatoria per tutte le successioni aperte da questa data. |
| 10 gennaio 2025 | Nuovi codici tributo F24: 1539, 1549, 1635, A139, A150. |
| 13 febbraio 2025 | Nuovo modello dichiarativo con Quadro EF Sezione V-bis. |
| 16 aprile 2025 | Circolare AdE 3/E con le istruzioni operative organiche sulla riforma. |
| 16 luglio 2025 | Lancio della precompilata web — solo immobili e dati anagrafici. |
| 12 gennaio 2026 | Voltura catastale web obbligatoria, dismissione del vecchio sistema telematico. |
| 1° gennaio 2027 | Entrata in vigore del nuovo Testo Unico delle sanzioni tributarie, originariamente previsto per il 2026 e posticipato di un anno dal Milleproroghe. |
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Il punto del 2027 è il meno noto in rete: molte guide aggiornate al 2025 danno il D.Lgs. 173/2024 come già vigente nel 2026, ma il Milleproroghe lo ha rinviato. Per tutto il 2026 il regime sanzionatorio sulle successioni è ancora quello storico, basato sulle vecchie regole del Testo Unico. Il dettaglio su sanzioni e ravvedimento è nella pagina sulle sanzioni per la successione tardiva.
Un caso concreto: Giulia eredita dal padre
Giulia eredita dal padre una casa prima abitazione (valore catastale €180.000) e €250.000 sui conti correnti. È figlia unica, non ci sono debiti del defunto né spese funerarie oltre franchigia. Il decesso è del 10 marzo 2026.
Passo 1 — Valore tassabile. Patrimonio totale: 180.000 + 250.000 = €430.000. Nessuna passività. Franchigia per la figlia: €1.000.000. Eccedenza sopra franchigia: zero. Imposta di successione dovuta: €0.
Passo 2 — Imposta ipotecaria e catastale. Sull'immobile si applicano le ipo-catastali. Giulia ha diritto all'agevolazione prima casa (sposterà la residenza entro 18 mesi), quindi sulla sua quota le due imposte sono €200 fisse ciascuna. Totale ipo-catastali: €400.
Passo 3 — Tributi minori. Bollo, tassa ipotecaria, voltura catastale e tributo speciale: una somma forfettaria di poche centinaia di euro, da versare con i codici dedicati nella sezione Erario del modello F24.
Passo 4 — Compilazione del modello F24. Giulia compila l'F24 con il codice 1539 per l'imposta di successione, di valore €0 perché sotto franchigia. Aggiunge i codici delle ipo-catastali e dei tributi minori. Sezione "Erario". Solo per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025.
Passo 5 — Tempi di versamento. Le ipo-catastali e i tributi minori si versano prima o contestualmente all'invio telematico della dichiarazione. L'imposta di successione vera e propria — codice 1539 — si versa entro 90 giorni dalla scadenza per presentare la dichiarazione. Nel caso di Giulia l'imposta principale è €0, quindi non c'è nulla da versare con il codice 1539. Tutto il versamento avviene nella prima tranche, all'invio della dichiarazione.
Se invece di Giulia ci fosse Marco, erede di un fratello, con un patrimonio di €400.000 tutto liquido, scatterebbero altre voci. Franchigia €100.000, aliquota 6%: imposta di successione dovuta €18.000, codice F24 1539. In caso di rateizzazione, sugli interessi delle rate si usa il codice 1635, al tasso legale dell'1,60% in vigore nel 2026.
Per il tutorial completo sulla compilazione del modello F24 in tutte le sue sezioni rimanda alla pagina sull'F24 per la successione. Qui il focus è lo scheletro specifico dell'autoliquidazione.
Le domande che ci fanno più spesso
L'autoliquidazione la facciamo noi.
Calcoliamo l'imposta di successione, prepariamo l'F24 con i codici giusti, ti diciamo esattamente cosa versare e quando. Le imposte di legge restano a carico tuo: te le comunichiamo in anticipo. Rimborso 14 giorni senza domande.
Fonti
- D.Lgs. 139/2024 art. 1 (riforma autoliquidazione)(2024-09-18)
- D.Lgs. 346/1990 art. 33 (autoliquidazione post-riforma)(1990-10-31)
- Circolare AdE 3/E del 16 aprile 2025(2025-04-16)
- D.Lgs. 173/2024 (posticipo sanzioni 01/01/2027)(2024-11-14)
- Risoluzione AdE 2/E del 10 gennaio 2025 (codici tributo F24)(2025-01-10)