Franchigia dell'imposta di successione: soglie per grado — 2026
Franchigie dell'imposta di successione per grado: 1 milione coniuge e figli, 100mila fratelli, 1,5 milioni eredi con handicap grave L. 104.
Quanto è la franchigia dell'imposta di successione?
La franchigia è la soglia di patrimonio che ogni erede può ricevere senza pagare l'imposta di successione. Si applica per ogni beneficiario, in base al grado di parentela col defunto, e dipende solo dalla legge italiana.
Le soglie 2026, una per ogni erede:
- Coniuge e parte di unione civile: €1.000.000 ciascuno.
- Figli, genitori, nipoti e altri parenti diretti: €1.000.000 ciascuno.
- Fratelli e sorelle: €100.000 ciascuno.
- Altri parenti fino al 4° grado, conviventi non sposati, estranei: nessuna franchigia.
- Erede con handicap grave certificato L. 104: €1.500.000 (sostituisce la franchigia ordinaria, non si somma).
Dal 1° gennaio 2025 le donazioni ricevute in vita dal defunto non riducono più la franchigia di successione: il coacervo successorio è abrogato per le successioni aperte da quella data.
(Fonte: D.L. 262/2006 art. 2 c.48-49 + D.Lgs. 139/2024)Cos'è la franchigia in successione
La franchigia è la soglia di patrimonio che ogni erede può ricevere senza pagare l'imposta di successione. Sotto la soglia, l'imposta è zero. Sopra, l'aliquota si applica solo alla parte che eccede.
Si applica per ogni beneficiario, non sull'eredità intera. Se tre figli ereditano dal padre, ognuno ha la propria franchigia di 1 milione: in totale la famiglia porta 3 milioni di soglia esente. La franchigia non è un tetto da dividere, è un diritto personale di ciascun erede.
Il valore dipende solo dal grado di parentela col defunto, fissato dalla legge italiana. Coniuge e figli hanno la stessa soglia di 1 milione. Fratelli e sorelle scendono a 100mila. Altri parenti, conviventi non sposati ed estranei non hanno alcuna franchigia. Non contano gli anni di matrimonio o di convivenza: contano solo le categorie fissate dalla legge.
La franchigia agisce in sequenza con l'aliquota. Prima si abbatte la base imponibile con la franchigia, poi si applica la percentuale sul residuo. Esempio rapido: un figlio che eredita 1,2 milioni vede €1.000.000 tolti dalla franchigia e solo €200.000 tassati al 4% — €8.000 di imposta. Le aliquote per grado sono spiegate nella pagina dedicata sulle aliquote dell'imposta di successione.
Franchigia e quota legittima sono due cose diverse. La franchigia è fiscale: è la soglia esente dall'imposta. La quota legittima è civile: è la parte di eredità che la legge riserva sempre ai familiari più stretti. Coniuge e figli sono sempre legittimari; se non ci sono figli, lo sono anche i genitori del defunto. Un coniuge legittimario ha diritto sia alla quota di riserva, sia alla franchigia di 1 milione. Sono due tutele distinte, non si sommano né si sostituiscono. Per approfondire vedi legittima e legittimari.
Quanto è la franchigia per grado di parentela
Le soglie 2026 per categoria di erede. Per le aliquote applicate sull'eccedenza vedi aliquote dell'imposta di successione.
| Beneficiario | Franchigia |
|---|---|
| Coniuge e parte di unione civile | €1.000.000 |
| Figli, genitori, nipoti e altri parenti diretti | €1.000.000 |
| Fratelli e sorelle | €100.000 |
| Altri parenti fino al 4° grado e parenti acquisiti per matrimonio | nessuna |
| Conviventi non sposati ed estranei | nessuna |
| Erede con handicap grave certificato | €1.500.000 |
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Tre note importanti.
La franchigia vale per ogni beneficiario, non per l'eredità intera. Tre figli portano €3.000.000 di franchigia cumulata; due fratelli portano €200.000. Il numero di eredi alza la soglia esente totale della famiglia.
La franchigia di 1,5 milioni per erede con handicap grave sostituisce quella ordinaria, non si somma. Un figlio con verbale L. 104 in cui è scritta espressamente la parola "gravità" ha €1.500.000 di franchigia in totale, non €1.000.000 + €500.000. Un verbale di handicap ordinario, senza l'indicazione di gravità, non dà diritto alla franchigia speciale.
Unione civile e convivenza non sposata sono cose diverse. Le parti di unione civile registrata sono equiparate al coniuge anche ai fini fiscali: stessa franchigia di 1 milione, stessa aliquota del 4%. I conviventi non sposati invece rientrano tra gli estranei: aliquota 8% senza franchigia. Su un lascito di €400.000 la differenza è di €32.000 di imposta.
Come si calcola l'imposta in 4 passi
Il calcolo segue quattro passaggi, in ordine fisso.
- Si somma l'attivo. I beni del defunto al loro valore fiscale. Gli immobili al valore catastale rivalutato — cioè la rendita catastale moltiplicata per il coefficiente di legge. I conti correnti al saldo alla data del decesso, i titoli, le quote di società. I mobili al 10% del valore di immobili e conti, salvo inventario.
- Si sottraggono i debiti deducibili. I debiti del defunto documentati: mutui residui, bollette e fatture non pagate, spese mediche degli ultimi 6 mesi, spese funerarie fino a €1.550.
- Si applica la franchigia per ogni erede. Si divide la base netta secondo le quote di ciascun erede. Poi si sottrae a ognuno la sua franchigia personale in base al grado di parentela.
- Si calcola l'imposta sull'eccedenza. Si applica l'aliquota (4%, 6% o 8%) solo alla parte che supera la franchigia di ciascun erede.
Esempio rapido. Eredità netta €1.300.000, unico figlio. Base imponibile pro-quota: €1.300.000. Franchigia figlio: €1.000.000. Eccedenza: €300.000. Imposta: €300.000 × 4% = €12.000.
Dal 1° gennaio 2025 il calcolo lo fa direttamente l'erede in autoliquidazione. In pratica, l'erede stesso calcola e versa l'imposta, senza aspettare la liquidazione dell'Agenzia delle Entrate. Tutto avviene nella sezione del modulo dedicata al calcolo (Quadro EF della dichiarazione). L'Agenzia poi verifica entro due anni.
Cosa è cambiato dal 1° gennaio 2025
Le donazioni ricevute in vita dal defunto non riducono più la franchigia di successione. La novità decorre dal 1° gennaio 2025, non dal 2026 come si legge ancora su molti siti. La data vale per le successioni aperte da quel giorno: cioè per i decessi avvenuti dal 2025 in avanti.
(Fonte: D.Lgs. 139/2024 art. 1 lett. i n.3 — abrogazione del coacervo successorio · aggiornato al 1° gennaio 2025)Cronologia della riforma
| Data | Evento |
|---|---|
| 18 settembre 2024 | Pubblicazione del decreto (D.Lgs. 139/2024, GU 2 ottobre 2024) |
| 1° gennaio 2025 | Decorrenza dell'abrogazione, per le successioni aperte da questa data |
| 16 aprile 2025 | Circolare AdE 3/E con il commento operativo della riforma |
| 2026 | Operatività piena con la nuova sezione del Quadro EF per l'autoliquidazione |
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Cos'era il "coacervo successorio"
Prima della riforma, le donazioni ricevute in vita dal defunto si sommavano fiscalmente all'eredità per calcolare la franchigia di successione. Questa somma fittizia si chiamava in legge coacervo successorio. Un figlio che aveva ricevuto €600.000 di donazioni dal padre vedeva la sua franchigia di €1.000.000 ridotta a €400.000 residui. Il meccanismo penalizzava chi aveva già ricevuto aiuti patrimoniali dai genitori in vita.
Con l'abrogazione, le donazioni ricevute in vita escono dal calcolo della franchigia successoria. La franchigia torna piena per ogni erede, qualunque sia stato l'aiuto ricevuto in donazione dallo stesso defunto.
Esempio: vecchio regime contro nuovo regime
Un padre dona al figlio €600.000 nel 2018 e muore nel 2026 lasciandogli altri €800.000.
- Pre-riforma (fino al 31 dicembre 2024): franchigia ridotta a €400.000. Imposta = (€800.000 − €400.000) × 4% = €16.000.
- Post-riforma (dal 1° gennaio 2025): franchigia piena €1.000.000. €800.000 è sotto franchigia: imposta zero.
La distinzione che resta
L'abrogazione riguarda solo il coacervo successorio, cioè il cumulo fra donazioni passate ed eredità futura. Resta in vigore invece il coacervo donativo: le donazioni successive tra le stesse persone continuano a cumularsi tra loro. Il cumulo serve per il calcolo della franchigia di una donazione successiva allo stesso beneficiario.
(Fonte: Circolare Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025, Parte II — abrogazione coacervo successorio + permanenza coacervo donativo (TUS art. 57) · aggiornato al 16 aprile 2025)In pratica: chi ha ricevuto donazioni in vita dal defunto oggi le ignora nel calcolo dell'imposta di successione. Chi riceve invece più donazioni successive dalla stessa persona continua a cumularle per le donazioni future.
Quanto si paga in 3 famiglie tipo
Caso A — Figlio unico, eredità di €1.300.000
Un figlio unico eredita €1.300.000 dal padre vedovo. Franchigia figlio: €1.000.000. Eccedenza: €300.000. Aliquota linea retta: 4%. Imposta di successione: €12.000.
È il caso che mostra come la franchigia funziona da abbattitore: l'imposta si calcola solo sulla parte eccedente, mai sul totale. Senza franchigia, su €1.300.000 al 4% si pagherebbero €52.000. Con la franchigia, €12.000.
Caso B — Tre figli, eredità di €2.700.000
Tre figli ereditano un patrimonio netto di €2.700.000 dal padre. Per il calcolo dell'imposta, ogni erede prende la sua quota e ci toglie la sua franchigia personale.
Senza testamento la legge divide in parti uguali tra figli: €900.000 a ciascuno. Ogni figlio ha franchigia di €1.000.000. Quota sotto soglia per tutti e tre. Imposta di successione: €0 per ognuno.
Tre eredi diretti portano in totale €3.000.000 di franchigia cumulata. La leva del numero di eredi è il motivo per cui le famiglie italiane medie pagano zero imposta di successione, anche su patrimoni importanti.
Caso C — Due fratelli, eredità di €400.000
Un fratello senza coniuge né figli muore lasciando €400.000 ai due fratelli germani: €200.000 a testa. Franchigia per ciascuno: €100.000. Eccedenza per ognuno: €100.000. Aliquota: 6%. Imposta per ogni fratello: €6.000. Totale famiglia: €12.000.
Tra fratelli la franchigia bassa fa emergere l'imposta anche su patrimoni medi. Esempio limite: su un'eredità di €1.100.000 tra due fratelli, ognuno paga €30.000 di imposta (€500.000 × 6%).
Quando il calcolo a mente non basta
Tre situazioni in cui serve un conto fatto bene, non una stima rapida:
- Più eredi di grado diverso (per esempio coniuge insieme a figli di un primo matrimonio).
- Presenza di più immobili con valori catastali disomogenei.
- Donazioni ricevute negli ultimi anni dallo stesso defunto (serve distinguere il coacervo donativo che resta in vigore).
Per un calcolo completo con più eredi, immobili, ipotecaria e catastale, c'è il costo della dichiarazione di successione con il calcolatore integrato.
Le domande che ci fanno più spesso
Ci occupiamo noi di tutto.
Tu firmi dove serve, al resto pensiamo noi.
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Fonti
- D.L. 262/2006, art. 2 c.48-49 — franchigie imposta di successione(2006-11-29)
- D.Lgs. 346/1990 (TUS) art. 2 e art. 8 — oggetto e base imponibile(1990-10-31)
- D.Lgs. 139/2024 art. 1 lett. i n.3 — abrogazione coacervo successorio(2024-09-18)
- Circolare Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025(2025-04-16)
- L. 104/1992 art. 3 c.3 — handicap in situazione di gravità(1992-02-05)
- L. 76/2016 — parti di unione civile equiparate al coniuge(2016-05-20)