Successione senza testamento: chi eredita e in che quota — 2026
Chi eredita se manca il testamento: 6 scenari familiari, quote senza testamento (ab intestato), rappresentazione dei nipoti, devoluzione allo Stato dopo 10 anni.
Chi eredita se non c'è testamento?
Se il defunto non ha lasciato testamento, l'eredità si apre come successione legittima (chiamata anche ab intestato): la legge decide chi riceve e in che misura, secondo l'ordine fissato dal Codice Civile.
Le quote nelle famiglie più frequenti:
- Solo coniuge (no figli, genitori, fratelli): tutto (100%) al coniuge.
- Coniuge + 1 figlio: metà (50%) a testa.
- Coniuge + 2 o più figli: un terzo (33,3%) al coniuge, due terzi (66,6%) ai figli in parti uguali.
- Solo figli (no coniuge): tutto in parti uguali tra loro.
- Coniuge + genitori o fratelli del defunto (no figli): due terzi (66,6%) al coniuge, un terzo (33,3%) agli altri.
Se un figlio è morto prima del genitore, i suoi figli (i nipoti del defunto) subentrano al suo posto per rappresentazione. Anche senza testamento la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate resta obbligatoria entro 12 mesi dal decesso.
(Fonte: Codice Civile artt. 565-586 (successione legittima) + artt. 467-469 (rappresentazione))Quando si apre la successione legittima
La successione si apre al momento della morte, nell'ultimo domicilio del defunto. Se non c'è testamento si apre la successione legittima, chiamata anche ab intestato. La stessa cosa accade se il testamento è invalido o copre solo una parte dei beni. La legge prende il posto della volontà del defunto: stabilisce chi riceve l'eredità e in che misura, secondo l'ordine fissato dal Codice Civile. È uno dei due binari della successione, insieme alla testamentaria. Per il quadro generale dell'eredità in Italia vedi la guida all'eredità.
La successione legittima si applica anche quando il testamento esiste ma riguarda solo una parte dei beni. Sulla parte non coperta valgono comunque le regole del Codice Civile. Il meccanismo è oggettivo: le quote sono fissate dalla legge e si applicano di diritto. Il giudice entra in gioco solo se gli eredi litigano sulla divisione concreta dei beni, non per stabilire le percentuali.
Anche senza testamento la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate resta obbligatoria entro 12 mesi dalla morte. Per regole, scadenze e canali di invio vedi scadenze della dichiarazione di successione.
Una distinzione che torna utile fin da subito. Eredi legittimi sono chi è chiamato dalla legge senza testamento. Legittimari sono i familiari più stretti che la legge protegge sempre, anche contro un testamento contrario. Sono due categorie diverse. Qui parliamo solo dei primi. Per la disambiguazione completa vedi la guida legittima e legittimari.
Non tutto il patrimonio del defunto entra nell'eredità. Le polizze vita con beneficiario designato passano direttamente al beneficiario per diritto proprio, e non si dividono come eredità. Lo stesso vale per il TFR designato agli eredi. Le quote che vediamo sotto si applicano al patrimonio ereditario (casa, conti, titoli, crediti, veicoli, debiti del defunto), non ai beni esclusi.
(Fonte: Codice Civile artt. 456, 565-586)In che ordine la legge chiama gli eredi
La legge chiama gli eredi seguendo una gerarchia di esclusione rigida: i parenti più vicini escludono i più lontani. I figli escludono i genitori e i fratelli del defunto, ma ricevono insieme al coniuge. Senza figli, il coniuge riceve insieme ai genitori e ai fratelli del defunto. La successione non opera oltre il sesto grado di parentela. Senza nessun parente entro il sesto grado, l'eredità passa allo Stato.
| Ordine | Chi | Quando subentra | Articolo c.c. |
|---|---|---|---|
| 1 | Coniuge (o parte di unione civile) | Sempre presente se in vita: riceve insieme a figli o, in loro assenza, a genitori e fratelli del defunto | artt. 581-583 |
| 2 | Figli (e loro discendenti per rappresentazione) | Escludono genitori e fratelli del defunto; ricevono insieme al coniuge | artt. 566, 581 |
| 3 | Genitori e altri ascendenti (nonni del defunto) | Solo se non ci sono figli | artt. 568-569 |
| 4 | Fratelli e sorelle del defunto | Solo se non ci sono figli; ricevono insieme a genitori e coniuge | artt. 570-571 |
| 5 | Altri parenti fino al 6° grado | Solo se non ci sono coniuge, figli, genitori, fratelli | art. 572 |
| 6 | Stato | Solo se non c'è nessun altro parente entro il 6° grado | art. 586 |
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La logica è semplice da memorizzare:
- I figli (e i nipoti se subentrano per rappresentazione) escludono i genitori del defunto e i suoi fratelli, ma non escludono il coniuge.
- Senza figli, il coniuge riceve una quota maggiore (due terzi, 66,6%) e divide il resto con genitori e fratelli del defunto.
- Senza coniuge e senza figli, si risale prima ai genitori e poi ai fratelli e sorelle del defunto.
- Gli altri parenti subentrano solo se mancano tutti i precedenti, comunque mai oltre il sesto grado di parentela.
- Se manca anche l'ultimo parente entro il sesto grado, l'eredità passa allo Stato.
Il coniuge separato senza addebito (cioè senza colpa riconosciuta dal giudice) mantiene gli stessi diritti del coniuge non separato. Il coniuge separato con addebito e quello divorziato non ereditano. Il convivente non sposato non ha quota ereditaria, solo diritti abitativi temporanei stabiliti dalla legge sulle convivenze del 2016. Dettaglio completo nella guida coniuge e diritto di abitazione. L'unione civile è equiparata al matrimonio: la parte superstite riceve esattamente come un coniuge.
I figli ereditano in parti uguali a prescindere dalla nascita dentro o fuori dal matrimonio, dalla filiazione biologica o dall'adozione piena. Prima della riforma sulla filiazione del 2012-2013 esistevano differenze di regime per i figli nati fuori dal matrimonio: oggi sono cancellate. Dettaglio nella guida eredità dei figli.
Quanto eredita ognuno: 6 famiglie tipo
Sei configurazioni familiari coprono la quasi totalità dei casi reali. Coniuge con un figlio: metà (50%) a testa. Coniuge con due o più figli: un terzo (33,3%) al coniuge, due terzi (66,6%) divisi tra i figli in parti uguali. Solo figli (no coniuge): tutto in parti uguali. Solo coniuge (no altri eredi): tutto (100%) al coniuge. Sotto la tabella completa con le basi normative; le cifre in euro arrivano nel paragrafo successivo.
| # | Configurazione familiare | Quote | Base normativa |
|---|---|---|---|
| 1 | Solo coniuge (no figli, no genitori, no fratelli) | tutto (100%) al coniuge | art. 583 c.c. |
| 2 | Coniuge + 1 figlio | metà (50%) coniuge + metà (50%) figlio | art. 581 c.c. |
| 3 | Coniuge + 2 (o più) figli | un terzo (33,3%) coniuge + due terzi (66,6%) divisi in parti uguali tra i figli | artt. 581 + 566 c.c. |
| 4 | Solo figli (no coniuge) | tutto in parti uguali tra i figli | art. 566 c.c. |
| 5 | Coniuge + genitori o fratelli (no figli) | due terzi (66,6%) coniuge + un terzo (33,3%) a genitori e fratelli (un quarto, 25%, minimo ai genitori) | artt. 582 + 571 c.c. |
| 6 | Solo fratelli (con nipoti per rappresentazione se uno è morto prima) | Parti uguali tra fratelli; i nipoti subentrano alla quota del fratello già morto | artt. 570 + 467 c.c. |
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Per leggere la tabella con esempi concreti.
Nel caso 3, un coniuge con 2 figli riceve un terzo (33,3%) dell'eredità. Anche ciascun figlio riceve un terzo (33,3%): due terzi (66,6%) divisi per due fa appunto un terzo (33,3%) a testa. Risultato: tre quote uguali.
Nel caso 5, se ricevono insieme coniuge, un genitore e due fratelli del defunto, al coniuge spettano due terzi (66,6%). Il restante un terzo (33,3%) si divide tra genitore e fratelli. La legge garantisce che al genitore non vada mai meno di un quarto (25%) dell'intera eredità.
Nel caso 6, quando ereditano solo fratelli e sorelle del defunto, i fratelli germani ricevono la quota piena. Sono germani quelli con entrambi i genitori in comune con il defunto. I fratelli unilaterali (con un solo genitore in comune) ricevono la metà della quota dei germani.
Per il metodo generale applicabile a qualunque configurazione — incluso il caso con donazioni pregresse e collazione — vedi come si calcolano le quote ereditarie.
Due credenze frequenti che vale la pena chiarire. Il primogenito non prende tutto: il Codice Civile dice "parti uguali" tra figli, senza distinzioni di ordine di nascita. La credenza è un ricordo del maggiorasco abolito nel 1865: non ha valore giuridico da oltre centocinquant'anni. La convivente del defunto non eredita come una moglie: senza matrimonio o unione civile non c'è quota successoria, solo diritti abitativi temporanei.
Quando i nipoti subentrano al posto del figlio
Quando un figlio muore prima del genitore, i suoi figli (i nipoti del defunto) ereditano la quota che sarebbe spettata a lui. Si chiama rappresentazione. La stessa regola si applica anche se il figlio è vivo ma rinuncia all'eredità, è incapace o è dichiarato indegno. Indegno (in senso giuridico) significa escluso per gravi motivi morali, per esempio se ha attentato alla vita del defunto.
(Fonte: Codice Civile artt. 463, 467-469)Esempio concreto. Il defunto aveva due figli: A è vivo, B è morto prima del padre. B aveva a sua volta due figli, B1 e B2. La quota che sarebbe spettata a B — cioè metà (50%) dell'eredità se non c'è coniuge superstite — non passa al figlio A. Si divide per stirpi tra B1 e B2: dividono solo la quota del loro padre, non concorrono con lo zio A. Ognuno prende un quarto (25%): la metà (50%) di B divisa per due.
La regola è simmetrica nella linea collaterale: se uno dei fratelli del defunto è morto prima, i suoi figli subentrano alla sua quota. La rappresentazione opera all'infinito in linea retta (figli, nipoti, pronipoti) e per stirpi anche tra rami collaterali. Se in un ramo ci sono due nipoti e nell'altro uno solo, quello solo prende l'intera quota del genitore. Non si divide per capi tra tutti i cugini.
La rinuncia non blocca la rappresentazione: un figlio o nipote può subentrare per rappresentazione anche se ha rinunciato all'eredità del proprio genitore. Se uno ha rinunciato all'eredità del padre, può comunque ereditare dal nonno per rappresentazione del padre.
Il meccanismo dettagliato — con schema visivo e regole per figli adottivi e nati fuori matrimonio — vive nella guida eredità dei figli.
Cosa succede se non c'è nessun erede
Se il defunto non lascia coniuge, figli, genitori, fratelli, sorelle o altri parenti entro il sesto grado, l'eredità passa allo Stato. È l'unica successione che si apre di diritto, senza bisogno di accettazione e a cui non si può rinunciare. Lo Stato risponde dei debiti ereditari e dei legati, ma solo nei limiti del valore dei beni ereditati.
(Fonte: Codice Civile artt. 528-532 (eredità giacente) — art. 586 (devoluzione allo Stato))È uno scenario raro ma non teorico. Accade per persone sole senza figli, senza fratelli viventi e con genitori deceduti, dove i cugini superstiti sono oltre il sesto grado di parentela. La legge è netta: la successione non opera tra parenti oltre il sesto grado. Il sesto grado si conta dal defunto salendo a un avo comune e poi ridiscendendo. I cugini di secondo grado sono al sesto grado; quelli di terzo grado no.
Prima che l'eredità finisca allo Stato ci sono due passaggi intermedi.
L'eredità giacente: quando nessuno dei parenti chiamati ha accettato e ci sono beni da amministrare. Il tribunale nomina un curatore che gestisce i beni in attesa che un erede si presenti. Se entro dieci anni nessuno accetta, la devoluzione allo Stato diventa definitiva.
Lo Stato, a differenza dei privati, non può rinunciare: l'acquisto è automatico. Risponde dei debiti del defunto, ma sempre solo entro il valore dei beni ereditati. È il cosiddetto beneficio d'inventario obbligatorio: accettare l'eredità senza rispondere dei debiti con il proprio patrimonio personale.
Quanto eredita ognuno su €300K, €600K e €1M
Tre patrimoni rappresentativi delle famiglie italiane: €300.000 (casa di proprietà + conti correnti, caso dominante), €600.000 (con seconda casa o casa in città), €1.000.000 (top decile). Sotto i tre conti completi.
Su €300.000 con solo coniuge superstite, il coniuge prende tutto (100%): €300.000. Su €600.000 con coniuge e un figlio, ciascuno prende metà (50%): €300.000 a testa. Su €1.000.000 con coniuge e due figli, ognuno prende un terzo (33,3%): €333.333.
Patrimonio €300.000 — coniuge unico erede (caso 1)
| Beneficiario | Quota | Valore |
|---|---|---|
| Coniuge superstite | tutto (100%) | €300.000 |
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Articolo 583 del Codice Civile: il coniuge riceve tutto quando non ci sono né figli, né genitori, né fratelli del defunto.
Patrimonio €600.000 — coniuge + 1 figlio (caso 2)
| Beneficiario | Quota | Valore |
|---|---|---|
| Coniuge superstite | metà (50%) | €300.000 |
| Figlio | metà (50%) | €300.000 |
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Articolo 581 del Codice Civile. Il coniuge riceve la metà dell'eredità quando concorre un solo figlio: la divisione è paritaria.
Patrimonio €1.000.000 — coniuge + 2 figli (caso 3)
| Beneficiario | Quota | Valore |
|---|---|---|
| Coniuge superstite | un terzo (33,3%) | €333.333 |
| Figlio 1 | un terzo (33,3%) | €333.333 |
| Figlio 2 | un terzo (33,3%) | €333.333 |
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Articoli 581 e 566 del Codice Civile. Con due o più figli il coniuge riceve un terzo (33,3%); i restanti due terzi (66,6%) si dividono in parti uguali tra i figli. Con due figli, ciascuno prende un terzo (33,3%) dell'intera eredità: tre quote identiche.
Caso 5 in pratica. Patrimonio €600.000, defunto senza figli. Sopravvivono coniuge, un genitore e un fratello del defunto. Al coniuge spettano due terzi (66,6%): €400.000. Il restante un terzo (33,3%) — €200.000 — si divide tra genitore e fratello. La legge garantisce che al genitore non vada mai meno di un quarto (25%) dell'intera eredità: un quarto (25%) di €600.000 = €150.000. Quindi il genitore prende €150.000 e il fratello €50.000. La garanzia di un quarto (25%) ai genitori del defunto è una tutela specifica prevista dal Codice Civile. Protegge i genitori quando ricevono insieme a fratelli e sorelle del defunto.
Questi numeri sono civili: riguardano le quote di proprietà sui beni. Le imposte di successione sono un binario parallelo, e si calcolano sulla base imponibile fiscale. Per le aliquote (4% per coniuge e figli oltre €1 milione, 6% per fratelli oltre €100.000, 8% per altri parenti) vedi aliquote dell'imposta di successione. Per il calendario della dichiarazione all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso vedi scadenze della dichiarazione di successione. La dichiarazione è obbligatoria anche senza testamento. Esiste un caso di esonero totale (coniuge e figli, attivo sotto €100.000, nessun immobile), previsto dal Testo Unico delle Successioni.
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Fonti
- Codice Civile, artt. 565-586 — Successione legittima(1942-03-16)
- Codice Civile, artt. 467-469 — Rappresentazione(1942-03-16)
- D.Lgs. 154/2013 — Equiparazione figli (riforma filiazione)(2013-12-28)
- L. 219/2012 — Disposizioni in materia di filiazione(2012-12-10)
- L. 76/2016 — Unioni civili e convivenze di fatto(2016-05-20)