Eredità dei figli: quote, quota minima e casi particolari — 2026
Quote del figlio nei 4 scenari familiari, quota minima riservata dalla legge, parità tra figli dopo la riforma 2012, nipoti per rappresentazione, figli adottivi. Successione figli passo per passo.
Cosa eredita un figlio?
La quota del figlio dipende da chi altro c'è in famiglia. I 4 scenari principali stabiliti dal Codice Civile:
- Figlio unico, no coniuge: tutto (100%) al figlio.
- Più figli, no coniuge: l'eredità si divide in parti uguali tra i figli.
- Figlio unico + coniuge: metà (50%) al figlio, metà (50%) al coniuge.
- Più figli + coniuge: due terzi (66,6%) ai figli in parti uguali, un terzo (33,3%) al coniuge.
Tutti i figli sono pari per legge, qualunque sia la loro origine: nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio (riconosciuti) o adottati con adozione piena. La regola vale per chi è morto dopo il 7 febbraio 2014.
Se un figlio è morto prima del genitore, i suoi figli (i nipoti del defunto) subentrano nella sua quota — si chiama "rappresentazione".
Sul piano fiscale, ogni figlio non paga tasse fino a €1.000.000 ricevuti; oltre questa soglia paga il 4% — vedi le franchigie dell'imposta di successione.
(Fonte: Codice Civile artt. 566, 581, 467-469, 315-bis)Cos'è l'eredità dei figli
I figli sono eredi privilegiati. Quando muore un genitore, escludono tutti gli altri parenti del defunto: genitori del defunto, fratelli, zii, nipoti del defunto in linea collaterale, cugini. L'unico che divide l'eredità con i figli è il coniuge superstite. Un figlio non deve mai dividere il patrimonio con uno zio o un nonno del proprio ramo.
A questa regola di gerarchia si aggiunge la quota minima riservata dalla legge (in legge si chiama "legittima"). È la fetta di eredità che spetta ai figli anche contro un testamento contrario. Se il defunto ha lasciato tutto a estranei, i figli possono comunque pretendere metà (50%) dell'eredità (un figlio solo) oppure due terzi (66,6%) (due o più figli). Il dettaglio sta nel paragrafo successivo.
Per le tasse, ogni figlio non paga nulla fino a €1.000.000 ricevuti. Oltre quella soglia paga il 4% sulla parte che eccede. Per la mappa completa di franchigie e aliquote vedi la guida franchigie dell'imposta di successione.
La quota dei figli: i 5 scenari
Quanto prende un figlio dipende da due fattori: se c'è o no un coniuge superstite, e quanti sono gli altri figli chiamati all'eredità. Le altre parentele non riducono la quota dei figli — i figli le escludono tutte.
| Situazione familiare | Quota totale figli | Quota coniuge |
|---|---|---|
| Figlio unico, no coniuge | tutto (100%) al figlio | — |
| Due o più figli, no coniuge | tutto (100%) diviso in parti uguali | — |
| Coniuge + 1 figlio | metà (50%) al figlio | metà (50%) al coniuge |
| Coniuge + 2 o più figli | due terzi (66,6%) in parti uguali tra i figli | un terzo (33,3%) al coniuge |
| Figli + genitori o fratelli del defunto | tutto (100%) ai figli (escludono tutti) | — |
Scorri per vedere tutta la tabella →
Una lettura che crea sempre dubbio: figlio unico con coniuge superstite del defunto. La quota non è né 100% né due terzi — è esattamente metà (50%). L'altra metà (50%) resta al coniuge, che è l'altro genitore del figlio unico (oppure un secondo coniuge del genitore defunto, nel caso di famiglie ricomposte).
Per simulare un caso specifico con patrimonio reale — casa, conti, eventuali donazioni passate — usa il metodo completo nella guida come si calcolano le quote ereditarie.
La quota minima riservata ai figli per legge
Anche se il defunto ha fatto un testamento che dispone diversamente, una parte dell'eredità resta sempre dei figli. È la quota minima riservata dalla legge (in legge si chiama "legittima"): un tetto che il testamento può aumentare, mai ridurre. Il Codice Civile la fissa così: un figlio solo riceve almeno metà (50%) del patrimonio. Due o più figli ricevono insieme almeno due terzi (66,6%), divisi in parti uguali tra di loro.
Senza testamento, la quota minima riservata e la quota di successione legittima coincidono quasi sempre. La differenza emerge quando il defunto ha disposto per testamento. Se la quota assegnata al figlio è inferiore al minimo di legge, il figlio può chiedere al giudice di riportarla a quanto la legge garantisce. È l'azione di riduzione.
(Fonte: Codice Civile artt. 537, 553-564)Per il quadro completo dei familiari protetti dalla legge — figli, coniuge, genitori del defunto in mancanza di figli — vedi la guida legittima e legittimari.
La parità dei figli dopo la riforma del 2012
Se il genitore defunto è morto dopo il 7 febbraio 2014, la regola è una sola: tutti i figli sono pari. Figli nati dentro il matrimonio, figli nati fuori dal matrimonio (riconosciuti dal genitore) e figli adottati con adozione piena hanno lo stesso trattamento dalla legge. Stessa quota, stessa quota minima riservata, stessi diritti verso nonni e zii.
Molti lettori tra i 55 e i 65 anni ricordano regole diverse, ed è corretto ricordarle. Prima della riforma esistevano tre categorie separate: figlio legittimo, figlio naturale, figlio adottivo. Avevano regole di eredità diverse. Oggi quelle vecchie regole non valgono più per le successioni aperte dopo la data spartiacque. La data che conta è quella della morte del genitore, non quella di nascita del figlio.
| Dimensione | Prima della riforma (pre 7 febbraio 2014) | Dopo la riforma (dal 7 febbraio 2014) |
|---|---|---|
| Stato del figlio nella legge | Tre categorie: legittimo, naturale, adottivo | Unico stato di figlio per tutti |
| Parentela con nonni e zii del ramo | Figli naturali: solo col genitore che li ha riconosciuti | Parentela completa con entrambe le linee |
| Liquidazione in denaro della quota di altri figli | Era ammessa: i figli legittimi potevano liquidare in denaro la quota del figlio naturale | Abolita — nessuna differenza sulle quote |
| Quota minima riservata | Variabile per categoria | Uguale per tutti i figli |
| Subentro dei nipoti per rappresentazione | Ammessa anche per figli naturali riconosciuti | Conferma esplicita |
Scorri per vedere tutta la tabella →
Figli nati fuori dal matrimonio — riconosciuti dal genitore, oppure accertati con sentenza giudiziale anche dopo la morte del genitore — sono figli a tutti gli effetti per l'eredità. Ereditano dal genitore che li ha riconosciuti nella stessa quota e con la stessa quota minima riservata dei figli nati nel matrimonio. Ereditano inoltre da nonni, zii e cugini del ramo del genitore. La riforma del 2012 ha creato la parentela completa anche per questa linea. Ha abolito il vecchio limite che restringeva la successione del figlio naturale al solo genitore.
Importante anche per le famiglie ricomposte. Se dal matrimonio precedente ci sono due figli, e da una relazione successiva ne nasce un terzo riconosciuto, i tre figli ereditano in parti uguali. Il primo matrimonio non dà diritti "di anzianità": la legge non riconosce precedenze tra figli.
Per le successioni aperte prima del 7 febbraio 2014 si applicano le regole vigenti al momento dell'apertura. Per i casi a cavallo della data esistono regole di transizione specifiche.
Quando subentrano i nipoti del figlio già morto
Se un figlio è morto prima del genitore, oppure ha rinunciato all'eredità, oppure è stato escluso dalla legge per atti gravi contro il defunto, i suoi figli (i nipoti del defunto) subentrano nella sua quota. Si chiama "rappresentazione" e serve a non penalizzare i nipoti. Funziona senza limiti di grado in linea diretta: nipoti, pronipoti, e così via.
Importante: i nipoti subentrano anche quando il loro genitore (figlio del defunto) ha rinunciato all'eredità del nonno. La rinuncia non si trasmette. I nipoti ricevono direttamente dal nonno la quota che sarebbe spettata al loro genitore.
(Fonte: Codice Civile artt. 467, 468 comma 2, 469)Esempio — come funziona in pratica
Il signor M. muore lasciando due figli:
- Figlio A — vivo, accetta l'eredità.
- Figlio B — morto prima del padre, ha lasciato due figli (i nipoti del signor M., che chiamiamo B1 e B2).
Senza coniuge superstite, il patrimonio si divide così:
| Erede | Quota | Perché |
|---|---|---|
| Figlio A | metà (50%) | quota sua propria |
| Nipote B1 | un quarto (25%) | per rappresentazione, divisione per ramo familiare (la metà di B divisa per 2) |
| Nipote B2 | un quarto (25%) | per rappresentazione, stesso ramo di B1 |
Scorri per vedere tutta la tabella →
La quota del figlio già morto non si somma al fratello vivo: scende ai nipoti, che la dividono per ramo familiare. Se B avesse avuto un solo figlio, il nipote unico avrebbe preso l'intera metà (50%) del ramo. Se B fosse stato vivo ma avesse rinunciato all'eredità, l'esito sarebbe lo stesso: i suoi figli subentrano lo stesso. Se invece B fosse morto senza figli, la sua quota non scenderebbe a nessuno. Si sommerebbe al fratello A — non per rappresentazione ma per accrescimento, un meccanismo diverso (art. 522 c.c.).
Lo stesso meccanismo vale anche fra fratelli. Se un fratello del defunto è già morto, i suoi figli (i nipoti del defunto in linea collaterale) subentrano allo stesso modo nella sua quota. Oltre i fratelli — cugini, prozii, cugini di secondo grado — il subentro non si estende. Per il caso senza discendenti diretti e senza coniuge vedi la guida successione senza testamento.
Cosa eredita un figlio adottivo
Un figlio adottivo eredita o no a seconda del tipo di adozione. La distinzione più importante per il target di questa guida è quella tra adozione piena di un minore e adozione in casi particolari.
Nell'adozione piena — la forma più comune — il minore adottato diventa figlio dell'adottante a tutti gli effetti. Cessano i rapporti giuridici con la famiglia d'origine, incluso il diritto di ereditare. L'adottato eredita dall'adottante (e da nonni adottivi, zii adottivi) come ogni altro figlio. Non eredita più dai genitori biologici né dai nonni biologici. È il caso del fratello o della sorella adottato da piccolo dagli stessi genitori del defunto: parificato pienamente, stessa quota.
Nell'adozione in casi particolari la regola è diversa. L'adottato mantiene il diritto di ereditare verso la famiglia d'origine e in più lo acquisisce verso l'adottante, con regole specifiche di divisione. Sono i casi tipici delle famiglie ricomposte: il nuovo coniuge del genitore adotta il figlio del partner. In quel caso il figlio continua a ereditare dal genitore biologico e dai nonni biologici, e in più eredita dall'adottante.
L'adozione in casi particolari si applica in 4 situazioni elencate dalla legge: adozione del figlio del coniuge da parte del nuovo coniuge, parente entro il sesto grado di un minore orfano, minore con grave disabilità, casi in cui l'affidamento preadottivo è impossibile.
(Fonte: L. 184/1983 artt. 27, 44, 55)La regola pratica per chi legge: verifica quale tipo di adozione è stato pronunciato, consultando la sentenza di adozione o l'estratto di stato civile. L'etichetta generica "è stato adottato" non basta per sapere chi eredita.
Se uno dei figli è minorenne
Se uno degli eredi è minorenne, le regole di quota non cambiano — resta quella calcolata sopra, in base agli altri concorrenti. Cambia invece la modalità di accettazione. Per i minorenni e per i maggiorenni che non possono decidere da soli (per esempio sotto tutela) la legge vieta l'accettazione semplice. Impone il beneficio d'inventario, cioè accettare l'eredità senza rispondere dei debiti del defunto con il patrimonio personale del minore.
Serve inoltre l'autorizzazione del giudice tutelare per gli atti che incidono sul patrimonio del minore.
Trattiamo per intero la procedura nella guida dedicata: ricorso al giudice tutelare, rappresentanza dei genitori o del tutore, termine speciale di un anno dal compimento della maggiore età per fare l'inventario, rinuncia per conto del minore. Vai a successione con figli minorenni.
Le domande più frequenti sull'eredità dei figli
Pensiamo noi a tutta la pratica di successione
Un prezzo unico di €199. Dichiarazione, F24, lettere banche, volture, guide, atti per il notaio se servono — inclusi i fascicoli per il giudice tutelare se ci sono figli minorenni e la divisione corretta delle quote per i nipoti che subentrano per rappresentazione. Solo le imposte di legge si pagano a parte. Rimborso entro 14 giorni senza domande.
Fonti
- Codice Civile, artt. 566, 581 — Successione dei figli e concorso col coniuge(1942-03-16)
- Codice Civile, artt. 467-469 — Rappresentazione(1942-03-16)
- Codice Civile, art. 537 — Riserva a favore dei figli(1942-03-16)
- Codice Civile, artt. 553-564 — Azione di riduzione(1942-03-16)
- L. 219/2012 — Disposizioni in materia di filiazione(2012-12-10)
- D.Lgs. 154/2013 — Revisione della filiazione (attuazione L. 219/2012)(2013-12-28)
- L. 184/1983 — Adozione di minori (artt. 27, 44, 55)(1983-05-04)
- Codice Civile, art. 471 — Accettazione del minore con beneficio d'inventario(1942-03-16)