Asse ereditario: cos'è, cosa comprende, come si calcola — 2026
Asse ereditario: definizione, attivo (immobili, conti, titoli), beni che restano fuori (polizze, TFR, donazioni), debiti deducibili, ponte con il valore tassabile delle tasse di successione.
Cos'è l'asse ereditario e cosa comprende?
L'asse ereditario è l'insieme di beni e debiti del defunto che passano agli eredi al momento della morte. Si calcola in tre voci.
- Attivo: immobili (al valore catastale), conti correnti, titoli, quote di società, crediti, polizze caso-vita intestate al defunto.
- Fuori dall'asse: polizze vita caso-morte con beneficiario designato, TFR pagato direttamente agli eredi indicati dal datore di lavoro, beni donati in vita. Sono beni che passano direttamente al beneficiario, fuori dall'eredità.
- Debiti deducibili: debiti documentati del defunto, spese funerarie fino a €1.032,91, spese mediche dell'ultima malattia, imposte non pagate.
L'asse netto (attivo meno passivo) è lo stesso numero su cui l'Agenzia delle Entrate calcola franchigie e tasse di successione.
(Fonte: Codice Civile art. 456 + D.Lgs. 346/1990 art. 8)Cos'è l'asse ereditario
L'asse ereditario è l'insieme di beni e debiti che il defunto trasferisce a chi riceverà l'eredità al momento della morte. È un'unica massa di voci attive (proprietà, crediti, liquidità) e passive (mutui, prestiti, imposte non pagate) che passa agli eredi.
La successione si apre al momento della morte, nell'ultimo domicilio del defunto. (Fonte: Cod. Civ. art. 456 — Apertura della successione · aggiornato al 1942-03-16) Da quell'istante l'asse si fissa: i valori si fotografano alla data del decesso e non si muovono più.
L'ambito dell'asse serve a due scopi paralleli. Determina le quote civili di ciascun erede — vedi la guida all'eredità per il quadro completo del diritto successorio. E fornisce il valore tassabile (in legge "base imponibile") su cui l'Agenzia delle Entrate calcola le tasse di successione. Per aliquote, franchigie e calcolo concreto vedi la guida a franchigie e aliquote, o prova subito il calcolatore delle tasse di successione.
Asse ereditario vs patrimonio del defunto
Asse ereditario e patrimonio del defunto non coincidono. Il patrimonio del defunto è tutto ciò che possedeva al lordo. Comprende anche i beni che passano direttamente al beneficiario designato (polizze, TFR) e i beni usciti in vita con donazione.
L'asse ereditario è il patrimonio civile ripulito: attivo meno passivo, escluse le voci che passano direttamente al beneficiario designato. La legge chiama queste voci beni "iure proprio". È la massa pronta per la divisione tra eredi e per le tasse. Quando in successione si parla di "valore della pratica", il numero che conta è l'asse ereditario, non il patrimonio lordo.
Cosa entra nell'attivo
L'attivo è l'elenco dei beni del defunto alla data del decesso, valutati secondo le regole civili e fiscali. Ogni voce entra per la quota effettivamente intestata al defunto. Se una casa è cointestata con il coniuge in comunione legale, entra solo il 50% spettante al defunto. La comunione legale è la regola di proprietà condivisa fra coniugi sposati senza convenzione diversa.
| Voce | Inclusione | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Immobili intestati al defunto (quota defunto se cointestati) | Sì — al valore catastale rivalutato | D.Lgs. 346/1990 art. 14 |
| Conti correnti, deposito titoli, libretti postali | Sì — saldo alla data del decesso | D.Lgs. 346/1990 art. 16 |
| Azioni, obbligazioni, quote di società | Sì — valore di mercato o bilancio | D.Lgs. 346/1990 artt. 15-16 |
| Crediti del defunto verso terzi (cartolari, chirografari) | Sì — al netto di prescrizioni | D.Lgs. 346/1990 art. 18 |
| Polizze caso-vita intestate al defunto senza beneficiario terzo | Sì — confluiscono nell'asse | Cod. Civ. art. 1882 |
| Cripto-attività nel wallet del defunto | Sì — valore di mercato alla data del decesso | L. 197/2022 art. 1 c. 126-147 |
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Gli immobili non entrano a prezzo di mercato. Entrano al valore catastale rivalutato secondo i moltiplicatori di legge. È un numero tipicamente molto più basso del prezzo di mercato, ed è quello su cui l'Agenzia applica imposte e franchigie.
Le polizze caso-vita sono polizze a capitalizzazione che maturano se l'assicurato è ancora in vita a una certa scadenza. Se intestate al defunto senza beneficiario terzo, confluiscono nell'attivo. Le polizze caso-morte invece pagano alla morte e tipicamente hanno beneficiario designato — quelle restano fuori dall'asse (vedi sezione successiva).
Le cripto-attività nel wallet del defunto rientrano nell'attivo come beni mobili al valore di mercato alla data del decesso. Sono regolate dalle norme fiscali sulle cripto introdotte nel 2022. Caso particolare: se il wallet è inaccessibile per perdita delle credenziali, il valore resta dichiarabile ma non realizzabile dagli eredi.
Cosa NON entra nell'asse
Alcuni beni che a prima vista sembrano "del defunto" non entrano nell'asse ereditario. Passano direttamente al beneficiario designato per regola speciale, oppure sono già usciti dal patrimonio prima della morte. È la categoria che più spesso crea confusione, e quella che più incide sul calcolo di quote e tasse.
| Voce | Esclusione | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Polizze vita caso-morte con beneficiario designato | No — direttamente al beneficiario | Cod. Civ. art. 1920 |
| TFR, indennità di preavviso, ferie non godute erogate agli eredi designati | No — esenti da attivo ereditario | Cod. Civ. art. 2122 |
| Beni donati in vita dal defunto | No — rilevano per collazione, non sono voce di attivo | Cod. Civ. artt. 737-751 |
| Fondo patrimoniale, beni destinati ai bisogni della famiglia | No — regime separato fino a cessazione | Cod. Civ. artt. 167-171 |
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Polizze vita caso-morte. Con beneficiario designato per nome o per categoria chiara ("i miei figli"), il capitale che la compagnia paga alla morte non confluisce nell'asse. (Fonte: Cod. Civ. art. 1920 — Assicurazione a favore di un terzo · aggiornato al 1942-03-16) Il beneficiario lo riceve direttamente, fuori dall'eredità: è un diritto autonomo che nasce dal contratto assicurativo, non dalla successione. Se invece il beneficiario è "l'eredità" o "gli eredi legittimi" senza ulteriore specificazione, il capitale rientra nell'asse secondo le regole ordinarie. Stessa logica se la polizza non ha designazione.
TFR e indennità di fine rapporto. Il TFR, le indennità di preavviso e le ferie non godute alla data del decesso non vanno nell'asse ereditario. (Fonte: Cod. Civ. art. 2122 — Indennità in caso di morte · aggiornato al 1942-03-16) Passano direttamente agli eredi designati dalla legge: coniuge, figli, parenti a carico entro il terzo grado, con la scala di priorità fissata dal Codice Civile. Il datore di lavoro eroga ai beneficiari di legge senza passare dall'eredità.
Beni donati in vita. La casa che il defunto ha donato cinque anni fa alla figlia non è nell'attivo: è uscita dal patrimonio al momento della donazione. Le donazioni però non scompaiono dal calcolo complessivo: rilevano per la collazione. La collazione obbliga i figli e il coniuge eredi a conferire il valore di quanto ricevuto in vita. Serve a bilanciare la divisione tra fratelli. (Fonte: Cod. Civ. artt. 737-751 — Della collazione · aggiornato al 1942-03-16) È un'operazione di calcolo delle quote, non una voce dell'asse. Per la distribuzione delle quote tra più eredi vedi la guida al calcolo delle quote ereditarie.
Il passivo: cosa si sottrae
Dal totale dell'attivo si sottraggono i debiti deducibili (in legge "passività deducibili"). Quattro voci: debiti del defunto maturati prima della morte, spese funerarie entro un tetto fissato, spese mediche dell'ultima fase di vita, imposte non pagate. La deducibilità non è automatica — il Testo Unico richiede documentazione con data certa per i debiti, e tetti normativi per alcune voci.
| Voce | Deducibilità | Riferimento + importo |
|---|---|---|
| Debiti del defunto documentati (mutui, prestiti, debiti senza garanzia come carte di credito) | Sì — integrale se con data certa | D.Lgs. 346/1990 artt. 20-22 |
| Spese funerarie | Sì — fino a €1.032,91 (cap totale asse, non pro-erede) | D.Lgs. 346/1990 art. 23 |
| Spese mediche ultime malattie del defunto | Sì — documentate, tipicamente ultimi 6 mesi | D.Lgs. 346/1990 art. 24 |
| Imposte non pagate del defunto (IRPEF, IMU, bolli) | Sì — maturate prima del decesso | D.Lgs. 346/1990 art. 21 |
| Spese post-decesso (amministrazione, legali della successione) | No — non deducibili | Artt. 20-23 TUS |
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Il cap di €1.032,91 è totale per l'asse, non per erede. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 23 — Deducibilità spese funerarie · aggiornato al 1990-10-31) Deriva dalle vecchie Lire 2.000.000 mai aggiornate nel passaggio all'euro: una soglia storica rimasta inerte da decenni. Le ricevute dell'impresa di pompe funebri fino a quella cifra si sottraggono. L'eventuale eccedenza resta a carico degli eredi, fuori dalle voci deducibili.
Debiti documentati. I debiti sono deducibili solo con prova scritta a data certa anteriore al decesso. La "data certa" è una data che la legge considera ufficialmente provata, non auto-dichiarata. Un mutuo in banca è documentato per definizione; un prestito verbale tra parenti no — e non si deduce. Stessa logica per le spese mediche: servono fatture intestate al defunto per l'ultima fase di vita. Le spese post-decesso (onorario del commercialista, spese legali di divisione) non rientrano: il confine è chiuso alla data della morte.
Come si calcola l'asse netto
La formula è lineare: Asse netto = Attivo − Passivo, escluse le voci che passano direttamente al beneficiario. Tre esempi fissano l'idea.
Esempio 1 — patrimonio lineare. Il defunto lascia una casa cointestata al 50% con la moglie (valore catastale rivalutato della quota defunto €180.000). Più un conto corrente €120.000 e un fondo titoli €40.000. Nessuna polizza, nessuna donazione. Debiti: mutuo residuo €30.000 documentato, spese funerarie €2.500 (deducibili fino a €1.032,91). Attivo = €340.000. Passivo deducibile = €31.032,91. Asse netto ≈ €308.967.
Esempio 2 — polizza con beneficiario designato. Stesso scenario, ma il defunto aveva anche una polizza vita caso-morte di €100.000 con beneficiario designato "mia figlia Laura". La polizza non entra nell'asse: Laura la incassa direttamente come beneficiaria. L'asse netto resta €308.967. Se la polizza avesse avuto beneficiario "gli eredi legittimi" senza specifica, i €100.000 sarebbero rientrati nell'attivo.
Esempio 3 — donazione in vita. Stesso scenario dell'esempio 1, ma dieci anni fa il defunto aveva donato un appartamento alla figlia (valore attuale €150.000). I €150.000 non sono nell'attivo: l'asse netto resta €308.967. Però entrano nella riunione fittizia, il calcolo che ricostruisce idealmente il patrimonio includendo le donazioni per verificare la quota minima riservata dalla legge. (Fonte: Cod. Civ. art. 556 — Determinazione della porzione disponibile · aggiornato al 1942-03-16) La figlia dovrà conferire il valore della donazione al momento della divisione tra fratelli. Per la differenza tra quota minima e quota libera vedi la guida a legittima e legittimari.
Se il passivo supera l'attivo, l'asse netto è negativo: l'eredità è in perdita. Gli eredi valutano se accettare con beneficio d'inventario (cioè accettare l'eredità senza rispondere dei debiti del defunto con il proprio patrimonio personale) o rinunciare. Vedi la guida all'accettazione con beneficio d'inventario e la guida alla rinuncia.
Quanto vale l'asse netto per le tasse
L'asse netto civile è lo stesso numero su cui l'Agenzia delle Entrate calcola le tasse di successione. Il valore tassabile dell'eredità (in legge "base imponibile") coincide con l'asse netto. (Fonte: D.Lgs. 346/1990 art. 8 — Base imponibile · aggiornato al 1990-10-31) Il cassetto è uno solo. Cambiano solo le regole di valutazione di alcune voci:
- Immobili: al valore catastale rivalutato.
- Titoli e quote societarie: regole specifiche per categoria.
- Conti e libretti: al saldo alla data del decesso.
Le polizze con beneficiario designato restano fuori, i debiti documentati restano dentro come passivo, le spese funerarie deducibili restano entro il cap €1.032,91.
Sul valore tassabile così ottenuto, l'Agenzia applica franchigie per grado di parentela e aliquote. Per il dettaglio numerico — franchigie euro per euro, aliquote per grado, esempi di calcolo — vedi la guida a franchigie e aliquote.
Per simulare il passaggio dall'asse netto alle tasse sul tuo caso, prova il calcolatore delle tasse di successione. Inserisci i valori del patrimonio del defunto e ti restituisce la stima in pochi passaggi. È gratuito e non richiede registrazione.
Le domande più frequenti sull'asse ereditario
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Fonti
- Cod. Civ. art. 456 — Apertura della successione(1942-03-16)
- Cod. Civ. art. 1920 — Assicurazione a favore di un terzo(1942-03-16)
- Cod. Civ. art. 2122 — Indennità in caso di morte(1942-03-16)
- Cod. Civ. artt. 737-751 — Della collazione(1942-03-16)
- D.Lgs. 346/1990 — Testo Unico Imposta Successione (TUS)(1990-10-31)
- L. 197/2022 art. 1 commi 126-147 — Disciplina fiscale cripto-attività(2022-12-29)