Conto corrente del defunto: come sbloccarlo — 2026
Conto corrente intestato al solo defunto: documenti, tempi e commissioni di svincolo banca per banca. Procedura art. 48 TUS aggiornata.
Come si sblocca il conto corrente di un defunto?
Il conto corrente intestato al solo defunto si blocca alla comunicazione del decesso e resta bloccato fino alla presentazione della dichiarazione di successione protocollata. Per sbloccarlo gli eredi seguono 5 passaggi:
- Comunicano il decesso alla banca con il certificato di morte.
- Raccolgono atto notorio, codici fiscali e IBAN di tutti gli eredi.
- Inviano la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate e ottengono la ricevuta protocollata.
- Consegnano il fascicolo alla banca, che apre l'istruttoria.
- Ricevono il saldo bonificato pro-quota sugli IBAN eredi.
Tempi tipici di istruttoria: 30-90 giorni, variabili per banca. Le commissioni vanno tipicamente da 0 a 200€ per rapporto. La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dal decesso.
(Fonte: D.Lgs. 123/2025 art. 130 (già art. 48 D.Lgs. 346/1990))Cosa succede al conto alla morte del titolare unico
Il conto corrente intestato al solo defunto si blocca in automatico nel momento in cui la banca riceve notizia del decesso. Non è discrezionale: è un obbligo di legge. Lo prevede l'art. 130 del Testo Unico Imposte Indirette (D.Lgs. 123/2025), che dal 1° gennaio 2026 ha ripreso l'art. 48 del precedente Testo Unico Successioni. Banche, intermediari finanziari, fiduciarie e assicurazioni non possono eseguire operazioni sul conto del defunto. Il blocco resta finché gli eredi non presentano la dichiarazione di successione protocollata. (Fonte: D.Lgs. 123/2025 art. 130 c.1 — divieto operazioni (già art. 48 c.1 D.Lgs. 346/1990) · aggiornato al 2025-08-12)
Il blocco scatta alla comunicazione del decesso. Di solito arriva dalla famiglia con il certificato di morte in filiale; più raramente da canali anagrafici automatici. Da quel momento la banca congela addebiti, accrediti, bonifici in uscita, prelievi bancomat e carta di credito intestati al defunto.
Restano in piedi solo gli accrediti passivi: pensione, dividendi, rimborsi. Si accumulano sul saldo, ma non possono essere movimentati.
La rigorosità ha una ragione economica precisa, non burocratica. Se la banca movimenta somme del defunto senza la documentazione prescritta, risponde in solido con gli eredi dell'imposta di successione non riscossa, delle sanzioni e degli interessi. Il limite è il valore della somma indebitamente movimentata. (Fonte: D.Lgs. 123/2025 art. 130 c.5 — solidarietà intermediario (già art. 48 c.5 D.Lgs. 346/1990) · aggiornato al 2025-08-12) Tradotto: se il bancario al piano terra lascia scappare un bonifico, la banca rischia il proprio bilancio. Per questo anche di fronte a richieste urgenti la filiale resta inflessibile.
La legge prevede tre eccezioni operative al blocco:
- Spese funerarie entro €1.032,91, pagabili anche senza dichiarazione depositata. Vedi la guida dedicata alle spese funerarie.
- Imposte ipotecaria, catastale e di bollo legate alla successione, su richiesta motivata dell'erede — utile quando l'unica liquidità è sul conto bloccato e le imposte vanno versate prima della presentazione.
- Prelievi del cointestatario a firma disgiunta, limitati alla propria quota. Scenario diverso da quello di questa guida: se il conto era cointestato, vedi lo scenario conto cointestato.
Conto intestato al solo defunto, conto cointestato e cassetta di sicurezza sono procedure diverse. Questa guida copre il caso del titolare unico; per il quadro generale dei rapporti bancari in successione vedi la guida Banche e successione.
Quali documenti servono e come variano per banca
I documenti universali sono sette: gli stessi a tutte le banche italiane. Cambiano solo il canale di consegna, qualche modulo extra e i tempi di istruttoria. Li prepari una volta sola e li porti in tutte le filiali dove il defunto aveva rapporti.
| Documento | Sempre obbligatorio | Fonte normativa | Dove si ottiene |
|---|---|---|---|
| Certificato di morte o estratto atto di morte | Sì | Ordinamento stato civile | Comune di decesso o di residenza (gratuito) |
| Atto notorio o dichiarazione sostitutiva di atto notorio | Sì | DPR 445/2000 artt. 46-47 | Notaio (€80-200) o firma autenticata in Comune |
| Copia dichiarazione di successione con estremi di presentazione | Sì (per liberazione finale) | D.Lgs. 123/2025 art. 130 c.1 | Portale AdE post-invio telematico |
| Codici fiscali + documenti d'identità di tutti gli eredi | Sì | Prassi bancaria universale | AdE e Comune |
| IBAN di destinazione degli accrediti | Sì | Prassi bancaria universale | Conti degli eredi (uno o di appoggio comune) |
| Copia verbale pubblicazione testamento | Solo se testamento | Art. 620 c.c. | Notaio che lo ha pubblicato |
| Atto di rinuncia all'eredità | Solo se rinunciante | Art. 519 c.c. | Cancelleria tribunale o notaio |
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L'atto notorio è una dichiarazione firmata che attesta chi sono gli eredi e in quali quote ereditano. Alcune banche accettano l'atto notorio firmato in filiale davanti a un funzionario, gratuitamente. Altre pretendono l'atto notarile autenticato. Chiedi sempre in anticipo: sono €80-200 di onorario notaio che in qualche caso puoi risparmiare.
Ogni istituto applica la stessa norma, ma con particolarità operative diverse su canale, modulistica e tempistiche. La tabella qui sotto sintetizza la prassi rilevata su sei banche che coprono la maggior parte dei conti delle famiglie italiane over 65. Le voci specifiche vanno sempre riconfermate in filiale o via PEC prima di inviare: commissioni e modulistica cambiano con aggiornamenti contrattuali interni.
| Banca | Canale preferito | Documento extra richiesto | Tempi tipici istruttoria | Commissione istruttoria tipica |
|---|---|---|---|---|
| Unicredit | Portale online o filiale | Nomina di un coerede come referente | 30-45 giorni | 0-150€ |
| Intesa Sanpaolo | Internet banking My Key (workflow digitale end-to-end) | — (documenti standard) | 30-45 giorni | 100-300€ |
| BPER Banca | Filiale (originali) o portale online | Originali dell'atto notorio e dei documenti d'identità | 45-60 giorni | 50-150€ |
| BNL | Portale online o filiale | — (documenti standard) | 45-60 giorni | 50-150€ |
| Poste Italiane / BancoPosta | poste.it (anche per non clienti) o ufficio postale | Atto notorio notarile sopra €150.000 in caso di esonero da dichiarazione di successione | 30-90 giorni | 0-100€ |
| Crédit Agricole Italia | Filiale o portale online | — (documenti standard) | 45-60 giorni | 50-150€ |
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I dettagli di riga valgono a quanto rilevato nella prassi di mercato; conferma in filiale prima di presentarti con il fascicolo. Le banche principali italiane richiedono tipicamente 30-90 giorni dalla presentazione della ricevuta telematica protocollata. I grandi gruppi digitalizzati stanno sulla parte bassa della forchetta. Gli istituti territoriali o Poste sulla parte alta.
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Una lettera per ogni istituto, compilata con i rapporti del defunto e pronta da firmare. Se ci sono più banche, la prepariamo per ciascuna. Rimborso entro 14 giorni senza domande.
Come si sblocca il conto, in 5 passi
Lo sblocco si fa in 5 passaggi consecutivi. Senza la ricevuta telematica protocollata dell'AdE — l'attestato ufficiale che la dichiarazione è stata presentata — la banca non può trasferire il saldo agli eredi.
Passo 1 — Comunica il decesso alla banca. Porta in filiale o invia via PEC il certificato di morte. Il conto viene bloccato lo stesso giorno lavorativo. Alcune banche accettano la comunicazione anche dall'area riservata online, ma il blocco efficace richiede l'invio formale del certificato.
Passo 2 — Raccogli i documenti per tutti gli eredi. Servono codici fiscali, documenti d'identità e IBAN di destinazione di ciascun erede. L'atto notorio o la dichiarazione sostitutiva (la versione autocertificata firmata davanti al notaio o in Comune) indica il rapporto di parentela e le quote di ognuno. Può essere firmato dal notaio oppure, se la banca lo ammette, autenticato in filiale o in Comune. Subito dopo la comunicazione del decesso conviene chiedere alla banca la lettera di sussistenza. È il documento riepilogativo dei rapporti del defunto e dei saldi alla data della morte. Intesa Sanpaolo la chiama esattamente così. Le altre banche la chiamano in modo diverso ma rilasciano un documento equivalente. Senza, la dichiarazione di successione AdE è incompleta.
Passo 3 — Presenta la dichiarazione di successione protocollata. Inviata telematicamente la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate, ricevi due ricevute. La prima è l'accettazione dell'invio. La seconda — quella con esito — contiene gli estremi di presentazione, cioè il riferimento ufficiale che la banca pretende per liberare il saldo. Alcune filiali accettano un'autodichiarazione temporanea per accreditare entrate ricorrenti come la pensione. Ma il trasferimento finale del saldo avviene solo con la ricevuta protocollata.
Passo 4 — Attendi l'istruttoria bancaria. L'ufficio successioni della banca verifica la completezza dei documenti, la coerenza fra atto notorio e dichiarazione, l'identità dei beneficiari. La tempistica va da 30 a 90 giorni: il dettaglio per la tua banca lo trovi nella matrice del paragrafo precedente.
Passo 5 — Ricevi l'accredito pro-quota. Il saldo finale viene bonificato sugli IBAN eredi secondo le quote indicate nell'atto notorio. Puoi scegliere fra due soluzioni. Un bonifico per erede è il più pulito; un unico bonifico di appoggio con successiva ripartizione privata è più rapido se uno dei coeredi non ha un conto attivo. L'estinzione del rapporto non è automatica: va richiesta esplicitamente con modulo dedicato, altrimenti il conto resta aperto a saldo zero.
Come sapere se il defunto aveva altri conti. Se non trovi la documentazione cartacea, puoi chiedere l'estratto dell'Archivio dei Rapporti Finanziari (ARF). È la banca dati dell'AdE che contiene l'elenco di tutti i rapporti bancari, finanziari e assicurativi del defunto. Si richiede via area riservata AdE con SPID o CIE, oppure con istanza cartacea presso l'ufficio AdE competente. Serve per preparare una dichiarazione completa ed evitare accertamenti d'ufficio.
Quanto tempo ci vuole per sbloccare
Tra 30 e 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione protocollata. I grandi gruppi digitalizzati (Intesa Sanpaolo via My Key, Unicredit, BNL) stanno sulla parte bassa della forchetta — 30-45 giorni — soprattutto se la pratica passa dal portale online dedicato. Poste, banche territoriali e BCC arrivano a 60-90 giorni. Coordinano più anime del gruppo (BancoPosta, libretti e buoni fruttiferi nel caso di Poste) o gestiscono il fascicolo in filiale.
La posizione effettiva della tua banca dentro quell'intervallo dipende da tre fattori. Primo, se ha un workflow online dedicato (My Key di Intesa, l'area Successioni di poste.it). Secondo, se accetta documentazione via portale o pretende originali cartacei in filiale. Terzo, quanta pratica ha nel gestire casi post-morte.
Due suggerimenti pratici. Primo: usa il canale ufficiale dedicato se esiste — portale online o filiale di radicamento del defunto. Le banche italiane raramente pubblicano una PEC dedicata all'ufficio successioni: la PEC reclami o quella generica della banca funzionano come fallback formale, non come canale primario. Secondo: conserva la ricevuta di consegna del fascicolo (numero pratica online o ricevuta PEC). È il riferimento formale da cui decorrono i tempi. Se a 60 giorni non hai risposta su un grande gruppo, sollecita citando la ricevuta e il numero pratica.
Se i tempi superano stabilmente i 90 giorni senza motivazione, hai diritto a un reclamo scritto all'Ufficio Reclami della banca. Senza risposta entro 60 giorni, puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Raramente serve: il solo annuncio del reclamo scritto accelera la pratica nella maggior parte dei casi.
Quali commissioni può chiedere la banca
Le banche italiane chiedono tipicamente 0-200€ di istruttoria per rapporto gestito. La commissione è legittima solo se prevista nelle condizioni economiche del conto.
È prassi di mercato — non c'è una norma specifica che la disciplina, e non esiste un tariffario ABI vincolante per tutte le banche. Il principio che regola la legittimità è semplice: una banca può addebitare solo quello che è previsto nel contratto o nei fogli informativi pubblicati. (Fonte: D.Lgs. 385/1993 Testo Unico Bancario — trasparenza bancaria · aggiornato al 1993-09-01)
Se ti viene chiesta una commissione di istruttoria non indicata nelle condizioni generali del conto o nei fogli informativi vigenti alla data del decesso, sei legittimato a contestarla per iscritto.
Cosa controllare in pratica. Apri le condizioni economiche del conto del defunto e cerca la voce "spese di successione" o "istruttoria successoria". Se non c'è, hai un argomento forte per contestare. Confronta poi il foglio informativo scaricabile dal sito della banca alla data del decesso: è la condizione applicabile al rapporto. Chiedi sempre in forma scritta il dettaglio dell'addebito con riferimento contrattuale. Nella maggior parte dei casi il funzionario verifica e riduce la voce.
Le commissioni bancarie di istruttoria non vanno confuse con le tasse di successione. Le tasse si versano all'Agenzia delle Entrate con F24 e seguono regole proprie (vedi le aliquote di successione); le commissioni bancarie vanno invece a ricavo della banca.
Quando la situazione è particolare
Più eredi con IBAN diversi. Se ci sono tre fratelli eredi a un terzo (33,3%) ciascuno, la banca può bonificare il saldo su tre IBAN diversi in proporzione alle quote. In alternativa, su un unico IBAN di appoggio se tutti e tre lo autorizzano per iscritto nell'atto notorio. La scelta è pratica, non obbligata: il bonifico pro-quota è più pulito fiscalmente; quello unico è più veloce se uno dei coeredi non ha un conto attivo. L'importo si ripartisce sempre secondo le quote legittime o testamentarie, non secondo accordi privati non registrati.
Erede minorenne. Se uno degli eredi è minorenne, la banca blocca la sua parte fino a che il genitore ottiene dal giudice tutelare l'autorizzazione alla riscossione. La banca non ha margine, nemmeno con accordo familiare. Per l'istanza serve in genere un avvocato (€300-600 di onorario tipico, non compreso nella nostra pratica).
Erede rinunciante. Chi rinuncia formalmente all'eredità non riceve la sua quota, che va ripartita fra gli eredi non rinunciatari. La banca richiede copia autentica dell'atto di rinuncia nel fascicolo di svincolo. Per la procedura completa vedi come funziona la rinuncia all'eredità.
Eredità con beneficio d'inventario. Se l'eredità è accettata con beneficio d'inventario (cioè senza rispondere dei debiti del defunto con il proprio patrimonio personale), la banca svincola solo dopo due passaggi. Servono la registrazione dell'atto e del verbale di inventario. I tempi aggiuntivi sono di 2-4 settimane.
Coerede distante o poco collaborativo. La firma di tutti gli eredi è richiesta sull'atto notorio e sull'istruzione di bonifico. Se un coerede è distante ma collabora, può autenticare la firma davanti a un notaio in altra città. Se non collabora affatto, si apre una questione fra eredi che va oltre lo sblocco bancario.
Le domande che ci fanno più spesso
Lo sblocco del conto corrente si incastra con altri passaggi della pratica di successione. La dichiarazione di successione protocollata è la ricevuta che la banca pretende per liberare il saldo, e va presentata entro le scadenze ordinarie. Se nei rapporti del defunto c'è anche una cassetta di sicurezza, il processo cambia: l'apertura richiede un notaio o un funzionario dell'Agenzia delle Entrate.
Facciamo noi tutta la pratica di successione.
Un prezzo unico di €199. Dichiarazione, F24, lettere banche (una per istituto, compilata con i tuoi rapporti), volture, guide, atti preparatori per il notaio se servono. Solo le imposte di legge si pagano a parte. Rimborso entro 14 giorni senza domande.
Fonti
- D.Lgs. 123/2025 art. 130 — obblighi banche, intermediari e divieto operazioni post-decesso (già art. 48 D.Lgs. 346/1990)(2025-08-12)
- D.Lgs. 123/2025 art. 130 c.5 — responsabilità solidale dell'intermediario (già art. 48 c.5 D.Lgs. 346/1990)(2025-08-12)
- D.Lgs. 346/1990 art. 48 — riferimento storico per successioni aperte fino al 31/12/2025(1990-10-31)
- DPR 445/2000 — autocertificazione e atto notorio(2000-12-28)
- D.Lgs. 385/1993 — Testo Unico Bancario (trasparenza)(1993-09-01)
- L. 266/2005 — rapporti dormienti(2005-12-23)