IMU e TARI dopo una successione — 2026: chi paga e come dichiarare
IMU e TARI sulla casa ereditata: chi paga dalla data del decesso, regime del coniuge superstite, solidarietà degli eredi sui debiti pregressi, dichiarazione IMU al Comune entro il 30 giugno.
Chi paga IMU e TARI sulla casa ereditata, e da quando?
L'IMU e la TARI sulla casa ereditata passano agli eredi dal giorno della morte. Chi paga dipende dalla situazione:
- Coniuge superstite che vive nella casa di famiglia: è l'unico obbligato IMU. Esente se la casa è in categoria ordinaria (non A/1, A/8, A/9). I figli proprietari non pagano nulla finché il coniuge è in vita.
- Erede unico che ci abita con residenza: paga il tutto (100%), esente se la casa è in categoria ordinaria.
- Erede unico che non ci abita: paga il tutto (100%), IMU piena come seconda casa.
- Più coeredi: ciascuno paga pro-quota in base alla propria parte.
La TARI segue invece chi occupa l'immobile. Per i debiti IMU/TARI arretrati del defunto, gli eredi rispondono insieme: il Comune può chiedere l'intero a uno solo. La dichiarazione IMU al Comune va fatta entro il 30 giugno dell'anno successivo al decesso.
(Fonte: L. 160/2019 art. 1 c. 743 e c. 769; Codice Civile art. 540; DPR 600/1973 art. 65)Chi paga IMU e TARI sulla casa ereditata, e da quando
Quando una persona muore, gli obblighi IMU e TARI sull'immobile non si estinguono: passano agli eredi dal momento dell'apertura della successione, che coincide con la morte. Il Comune dove si trova l'immobile è il creditore unico — a lui si paga, a lui si dichiara, a lui si risponde per i debiti arretrati. Vale per tutti gli immobili del defunto, dalla casa di famiglia al box auto, dal terreno alla seconda casa al mare. Per il quadro complessivo degli adempimenti sull'immobile ereditato vedi la guida sugli immobili nella successione.
Quanto paga ciascun erede dipende da tre fattori:
- Chi è l'erede — coniuge superstite, figlio unico, più coeredi.
- Dove sta rispetto all'immobile — ci abita o no, ha residenza anagrafica, ha un diritto minore come l'abitazione.
- Che categoria catastale ha l'immobile — ordinaria (A/2-A/7) o signorile (A/1, A/8, A/9).
La matrice qui sotto riassume i cinque casi più frequenti.
| Tipo erede e posizione | Soggetto passivo IMU | Esenzione abitazione principale | Quota |
|---|---|---|---|
| Coniuge superstite con diritto di abitazione | Solo il coniuge — i figli proprietari sono fuori dal rapporto d'imposta | Sì se categoria non-A/1, A/8, A/9 | Tutto (100%) |
| Erede unico residente nell'immobile | L'erede unico | Sì se categoria non-A/1, A/8, A/9 e residenza anagrafica | Tutto (100%) |
| Erede unico non residente nell'immobile | L'erede unico | No, è seconda casa | Tutto (100%), IMU piena |
| Più coeredi residenti nell'immobile | Ciascun coerede pro-quota | Sì per ciascuno sulla propria quota (verifica regolamento Comune) | Pro-quota del diritto |
| Più coeredi senza residenza nell'immobile | Ciascun coerede pro-quota | No, nessuno vi risiede | Pro-quota del diritto |
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I soggetti passivi IMU sono i proprietari e i titolari dei cosiddetti diritti reali — usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie. Ciascun contitolare paga in proporzione alla propria parte.
Sulla decorrenza intra-mese vale la regola del mese: il mese del decesso si imputa a chi possiede l'immobile per più della metà dei giorni; in caso di parità, il mese va al subentrante, cioè agli eredi. Tradotto in scenari concreti su un mese di marzo:
- Decesso il 10 marzo → defunto 9 giorni, eredi 22 → marzo a carico degli eredi.
- Decesso il 16 marzo → eredi 16 giorni contro 15 del defunto → marzo agli eredi.
- Decesso il 17 marzo (parità esatta 16-16) → marzo agli eredi.
- Decesso il 20 marzo → defunto 20 giorni, eredi 11 → marzo a carico del defunto.
Sulla TARI la logica è diversa: la tassa segue chi occupa l'immobile. Se nessuno ci abita più dopo il decesso, la TARI resta in capo all'erede titolare finché non viene dichiarato il subentro o la cessazione. Se invece l'immobile è locato a un terzo, l'inquilino continua a pagare la TARI e gli eredi restano estranei al rapporto.
Sì, gli eredi pagano in solido i debiti IMU e TARI arretrati del defunto
Un errore frequente è credere che i debiti tributari del defunto si cancellino con la morte. Non si cancellano. Gli eredi sono solidalmente responsabili per le obbligazioni tributarie del defunto, compresi i tributi comunali arretrati. Solidarietà significa che il Comune può chiedere l'intero debito a uno qualunque degli eredi; chi paga ha poi rivalsa pro-quota sugli altri (cioè può chiedere agli altri coeredi la loro parte di quanto pagato).
(Fonte: DPR 600/1973 art. 65 — responsabilità solidale degli eredi per obbligazioni tributarie del defunto · aggiornato al 1973-09-29)Nella pratica il Comune tende a notificare la cartella a tutti gli eredi noti, ciascuno per la propria quota ereditaria, ma non è obbligato a farlo. Se a un erede arriva una cartella per un importo intero, non può rifiutarla perché "solo una parte è sua": deve pagarla e poi chiedere il rimborso pro-quota agli altri coeredi.
Sui termini di prescrizione, la cartella IMU o TARI si prescrive in 5 anni dalla notifica. Se oggi arriva una cartella per IMU 2019 e la notifica originale è effettivamente di allora, vale la pena verificare il termine; se invece la notifica è recente, il termine decorre dal momento della notifica.
Rinuncia all'eredità. Chi rinuncia formalmente all'eredità con atto davanti a notaio o cancelliere del tribunale è estraneo all'eredità fin dal momento dell'apertura della successione. I debiti IMU e TARI del defunto non sono più suoi. La rinuncia è però irrevocabile e non è ammessa se l'erede ha già accettato l'eredità — anche tacitamente, attraverso comportamenti che valgono come accettazione (per esempio usando la casa del defunto come fosse propria, o riscuotendone i canoni). Per regole, termini e costi vedi la guida sulla rinuncia all'eredità.
Quando il coniuge superstite paga IMU (e quando no)
Il coniuge superstite con diritto di abitazione paga IMU solo se la casa è in categoria signorile (A/1, A/8, A/9); in tutti gli altri casi è esente. Ed è l'unico obbligato IMU sull'immobile: i figli proprietari, pur essendo eredi della casa, non pagano nulla finché il coniuge è in vita.
L'art. 540 del Codice Civile riserva al coniuge superstite il diritto di continuare a vivere nella casa di famiglia (la legge lo chiama "diritto di abitazione") e il diritto di usare i mobili e gli arredi che la corredano. Questo diritto sorge automaticamente con l'apertura della successione, opera anche se il testamento lo ignora, e produce effetti diretti sull'IMU.
(Fonte: Codice Civile art. 540 — diritto di abitazione del coniuge superstite · aggiornato al 1942-03-16)Ai fini IMU il coniuge superstite titolare del diritto di abitazione è l'unico soggetto passivo (cioè l'unico obbligato a pagare l'imposta) sull'immobile. I figli proprietari sono fuori dal rapporto d'imposta finché il diritto di abitazione del coniuge esiste: non pagano IMU, non presentano dichiarazione IMU, non possono essere chiamati dal Comune per quell'immobile.
In più, il coniuge beneficia dell'esenzione abitazione principale se la casa è la sua dimora abituale con residenza anagrafica e rientra in una categoria catastale ordinaria — cioè non A/1 (signorile), A/8 (ville) o A/9 (castelli e palazzi). Per queste tre categorie l'esenzione non si applica: si paga un'IMU ridotta con aliquota base dello 0,5% e detrazione fissa di €200.
Esempio. Muore il padre il 15 marzo 2026. La casa familiare è in categoria A/3 a Bologna, con valore catastale di €120.000. Restano la madre vedova e due figli. La madre ha diritto di abitazione e continua a vivere nella casa con residenza anagrafica. Risultato: la madre è l'unica obbligata IMU, ed è esente perché la casa è la sua abitazione principale in categoria ordinaria. IMU 2026 dovuta dalla madre = €0. I due figli non presentano dichiarazione IMU per quella casa. L'unico adempimento è la dichiarazione IMU di variazione che la madre presenta al Comune di Bologna entro il 30 giugno 2027, per attestare il subentro e l'esenzione.
Le regole civili complete su quote e posizione del coniuge — dove l'art. 540 vive come canone autonomo — sono nella guida dedicata al coniuge superstite. Qui interessa solo la ricaduta fiscale IMU.
Come dichiarare la successione al Comune per IMU e TARI
La dichiarazione IMU di variazione si presenta al Comune dove si trova l'immobile entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello del decesso. Una dichiarazione per ciascun Comune dove si trova un immobile, non cumulativa: se il defunto aveva tre immobili in tre Comuni diversi, gli eredi presentano tre dichiarazioni IMU. Il modello è quello ministeriale approvato con decreto del MEF, scaricabile dal sito del Dipartimento delle Finanze.
(Fonte: L. 160/2019 art. 1 c. 769 — dichiarazione IMU di variazione e c. 775 — sanzione 100-200% dell'imposta dovuta · aggiornato al 2019-12-27)La voltura catastale aggiorna i registri del Catasto e nella maggior parte dei casi parte in automatico con la dichiarazione di successione telematica (vedi la guida alla voltura catastale). La voltura catastale non sostituisce la dichiarazione IMU al Comune: sono due adempimenti distinti, su due enti distinti. Il Catasto parla con l'Agenzia delle Entrate; il Comune, per l'IMU, gira su un canale diverso e pretende una dichiarazione propria.
I canali ammessi variano per ente: alcuni Comuni consentono l'invio telematico tramite il proprio portale tributi, altri accettano solo consegna a mano allo Sportello Unico o all'Ufficio Tributi, raccomandata A/R o PEC all'indirizzo PEC dell'ente. Conviene sempre verificare sul sito del Comune prima di muoversi. Per la timeline complessiva degli adempimenti post-successione, dalla dichiarazione AdE all'IMU al subentro nei conti, vedi la guida sulle scadenze della successione.
Per la TARI il subentro si comunica all'Ufficio Tributi o al gestore del servizio rifiuti del Comune. Il termine è variabile e dipende dal regolamento locale: la legge statale fissa come limite massimo il 30 giugno dell'anno successivo, ma la stragrande maggioranza dei Comuni impone 60-90 giorni dall'evento. Se l'immobile resta vuoto e senza utenze, alcuni regolamenti comunali prevedono riduzioni TARI condizionate, da verificare nel regolamento dell'ente.
Tabella scadenze per l'erede.
| Adempimento | Termine | Sanzione in caso di omissione |
|---|---|---|
| Acconto IMU annuale | 16 giugno di ogni anno, dal decesso in poi | 30% dell'imposta + interessi |
| Saldo IMU annuale | 16 dicembre di ogni anno | 30% dell'imposta + interessi |
| Dichiarazione IMU di variazione post-successione | 30 giugno dell'anno successivo al decesso | 100-200% dell'imposta dovuta (minimo €50) |
| Dichiarazione TARI subentro | 60-90 giorni tipico, max 30 giugno anno successivo | Variabile per regolamento Comune (in genere 100-200%) |
| Ravvedimento operoso | Finestre 1/10, 1/9, 1/8, 1/7, 1/6 della sanzione | Sanzione ridotta |
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Documenti da preparare per la dichiarazione IMU al Comune: modello ministeriale compilato, visura catastale aggiornata post-voltura, codici fiscali di erede e defunto, certificato di morte o autocertificazione, ricevuta telematica della dichiarazione di successione AdE (o copia dell'atto notorio se la successione non è ancora stata presentata), dati identificativi dell'immobile (foglio, particella, subalterno).
Importante: in caso di dubbio sull'obbligatorietà della dichiarazione, conviene presentarla comunque. La sanzione per omessa dichiarazione IMU è severa — dal 100% al 200% dell'imposta dovuta, con un minimo di €50 — e il costo di una dichiarazione eccedente è zero.
Come ravvedere i debiti IMU del defunto
Capita spesso, 6-18 mesi dopo il decesso, che arrivi un avviso del Comune per IMU non pagata dal defunto in uno degli anni precedenti. Il ravvedimento operoso permette agli eredi di pagare il dovuto con una sanzione ridotta, invece di attendere la cartella con la sanzione piena del 30%. È possibile solo prima che il Comune notifichi formalmente la violazione: dopo la cartella resta la rateazione o il ricorso se il merito è contestabile. (Fonte: D.Lgs. 472/1997 art. 13 — ravvedimento operoso per versamenti omessi o tardivi · aggiornato al 1997-12-18)
La sanzione ridotta cresce con il ritardo, da circa 1,5% entro 30 giorni a 5% oltre i 2 anni (più interessi legali pro-rata). Su un saldo IMU 2024 di €800, ravvedersi a 18 mesi costa circa €34 di sanzione + interessi, contro i €240-300 della cartella ordinaria con sanzione 30% e oneri di riscossione. Il versamento si fa con F24, codice tributo IMU del Comune. Per la tabella completa delle finestre temporali e il calcolo passo-passo vedi la guida alle sanzioni e ritardo nella successione.
Come si calcola l'IMU su più immobili ereditati
Se il defunto aveva più immobili, la base imponibile IMU si calcola immobile per immobile con la formula:
Base imponibile = rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore IMU
La rendita catastale (cioè il valore fiscale che il Catasto attribuisce all'immobile) si trova nella visura catastale. Il moltiplicatore IMU è un numero fisso che dipende dalla categoria. Per le tipologie più frequenti nei patrimoni di famiglia:
| Categoria catastale | Moltiplicatore IMU | Esempio d'uso |
|---|---|---|
| A (abitazioni), escluso A/10 | 160 | Casa di abitazione, A/2-A/7 |
| C/2, C/6, C/7 (cantine, garage, tettoie) | 160 | Box auto, cantine |
| A/10 (uffici e studi privati) | 80 | Uffici professionali |
| C/1 (negozi e botteghe) | 55 | Locale commerciale |
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Per categorie meno frequenti (B caserme/scuole, C/3-C/5 laboratori, D capannoni e D/5 istituti di credito) i moltiplicatori vivono nelle delibere annuali e nel Portale del federalismo fiscale del MEF.
Importante: i moltiplicatori IMU (160, 80, 55) non coincidono con i moltiplicatori dell'imposta di successione (110/120, 60, 40,8, 90). Sono due imposte, due moltiplicatori, due valori: il valore catastale calcolato per la dichiarazione di successione non si riutilizza come base IMU. Per il calcolo del valore catastale ai fini successori, vedi la guida al valore catastale dell'immobile.
Esempio. Muore il padre il 10 settembre 2026. La casa al mare a Rimini è in categoria A/2, rendita catastale €1.200, aliquota IMU Rimini 2026 ipotetica 1,06% (verificare la delibera del Comune). Eredi: 3 fratelli in parti uguali, nessuno vi risiede — seconda casa per tutti.
Calcolo:
- Base imponibile = €1.200 × 1,05 × 160 = €201.600
- IMU annua piena = €201.600 × 1,06% = €2.137
- Mese di settembre: defunto 9 giorni, eredi 21 → settembre intero a carico degli eredi
- Mesi di possesso eredi nel 2026 = 4 (settembre, ottobre, novembre, dicembre)
- IMU 2026 complessiva = €2.137 × 4/12 = €712
- Pro-quota = €237 a fratello
Scadenza versamento saldo: 16 dicembre 2026. Dichiarazione IMU di variazione da presentare al Comune di Rimini entro il 30 giugno 2027: uno dei fratelli può farla per conto degli altri, o ciascuno separatamente per la propria quota.
Le aliquote IMU variano per Comune e per anno. La base legale è 0,86%, il tetto ordinario è 1,06% e per alcune fattispecie speciali si arriva fino a 1,14%. L'aliquota effettiva di un immobile si trova nella delibera annuale del Consiglio comunale, pubblicata sul sito del Comune e sul Portale del federalismo fiscale del MEF.
I casi particolari: locazione, comunione legale, immobile vuoto, beni esteri
Quattro situazioni ricorrenti modificano la matrice IMU/TARI standard.
Immobile locato a terzi. L'IMU resta in capo agli eredi-proprietari pro-quota, come seconda casa se nessun erede vi risiede. La TARI invece segue l'inquilino-occupante per regola generale, quindi gli eredi non sono obbligati alla TARI finché esiste il contratto di locazione. Alla cessazione del contratto la TARI ritorna in capo all'erede titolare.
Comunione legale tra coniugi. Se l'immobile era in comunione legale tra il defunto e il coniuge superstite, la quota del coniuge — la metà (50%) per effetto della comunione — non rientra nell'attivo ereditario. La quota del coniuge ha sempre pagato la sua IMU pro-quota e continua a farlo. Solo la metà (50%) del defunto si trasferisce agli eredi — e tra questi c'è anche il coniuge stesso, che oltre alla propria metà originaria da comunione eredita una parte della metà del defunto. Se sulla metà del defunto il coniuge ha diritto di abitazione, quella quota rientra nel regime speciale del coniuge; i figli proprietari sulla metà del defunto restano fuori dal rapporto d'imposta per quella parte.
Immobile vuoto senza utenze. Per l'IMU l'immobile vuoto resta tassato come seconda casa: l'inagibilità non coincide con la vacanza. Alcuni regolamenti comunali prevedono riduzioni per inagibilità certificata, non esenzione. Per la TARI alcuni Comuni riconoscono riduzioni condizionate a "assenza di utenze attive" o "mancato uso", da verificare nel regolamento TARI del singolo Comune.
Immobili all'estero. L'IMU è un'imposta comunale italiana e non si applica agli immobili posseduti all'estero dal defunto. Su quelli è dovuta l'IVIE (imposta sul valore degli immobili all'estero), che ha regole proprie e non rientra in questa guida.
Vendita dell'immobile. La vendita, una volta perfezionata con atto notarile, termina l'obbligazione IMU dell'erede per i mesi successivi alla cessione (regola del mese applicata simmetricamente). Per la TARI, la cessazione va dichiarata al Comune. Per scadenze, decadenza dell'agevolazione prima casa ereditata e tempi, vedi la guida alla vendita dell'immobile ereditato.
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Fonti
- L. 160/2019 art. 1 c. 738-783 — disciplina organica IMU(2019-12-27)
- Codice Civile art. 540 — diritto di abitazione del coniuge superstite(1942-03-16)
- DPR 600/1973 art. 65 — responsabilità solidale degli eredi per obbligazioni tributarie del defunto(1973-09-29)
- L. 147/2013 art. 1 c. 639-704 — istituzione e disciplina TARI(2013-12-27)
- D.Lgs. 472/1997 art. 13 — ravvedimento operoso per tributi omessi o tardivi(1997-12-18)
- D.Lgs. 471/1997 art. 13 — sanzione omesso versamento tributi(1997-12-18)
- Codice Civile art. 456 — apertura della successione al momento della morte(1942-03-16)
- Codice Civile art. 177 — comunione legale dei beni(1942-03-16)
- L. 296/2006 art. 1 c. 161-163 — termini di prescrizione tributi locali(2006-12-27)